Mr. Bean’s Holiday, di Steve Bendelack

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Un film nel film per uno strepitoso Mr. Bean.

A metà tra l’ingenua delicatezza del Monsieur Hulot di Jacques Tati e il tenero mutismo di Buster Keaton, Mr. Bean’s Holiday crea una strepitosa sintesi tra comicità di ieri e di oggi, grazie a un Rowan Atkinson assolutamente esemplare nel compendiare la propria maschera con quelle di un tempo. Il tutto, privilegiando la distorsione parossistica dell’elemento somatico, il linguaggio sfrenato e divertito del corpo e l’originale uso fonetico di suoni squillanti come Bean, che, trascendendo dal loro significato comune, assumono i connotati di buffe rielaborazioni onomatopeiche. Un vero saggio di bravura, insomma, una lectio magistralis in versione comica, che a volte sembra omaggiare anche i grandi Charlie Chaplin e Dario Fo, nell’alternarsi di divertenti e vivaci gag mimiche, motorie, linguistiche e tramite l’uso di un particolare grammelot (attinto dai comici della Commedia dell’arte) sfruttato per dar ritmo e maggior sonorità alla già musicale lingua inglese.

C’è poi la trovata del metafilm (il film nel film) a sublimare la mania del nostro tempo e non solo. Perché Mr. Bean, durante la sua disastrata vacanza in territorio francese, filma tutto e tutti! E con annesso messaggio, niente affatto sommerso, che la spontaneità da videocamera, seppur in versione amatoriale, a volte può essere un toccasana per risvegliarci dalla noia mortale e dallo sbadiglio provocati da certi tediosi film di autori pesudoimpegnati. Un tema che, in tempi come i nostri di video in stile You Tube, ha il potere di spronarci a inventare, a riprendere il possesso di un media visivo troppo spesso contaminato da leziosi preziosismi autoreferenziali. In conclusione, una pellicola da non perdere assolutamente, sia per l’eccezionale maestria comica di Rowan Atkinson (forse l’ultima maschera giullaresca riscontrabile in versione celluloide), che per la particolarità del doppio, anzi triplo film offertoci dal regista Steve Bendelack. In quanto Mr. Bean’s Holiday inanella il video amatoriale realizzato da Mr. Bean al film in sè e a quello del regista impegnato Carson Clay (interpretato da un gradevolissimo Willem Dafoe), che con il video-innesto operato dall’uomo della Mini Minor gialla riscuoterà un clamoroso successo. Una filosofia divertita e divertente che Atkinson traduce col delicato auspicio di: “Un film che spero risulti più vero, più autentico di tutto quello che abbiamo fatto finora, rispetto al personaggio di Mr. Bean e a quello che la gente ha amato in lui”.

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