Incontriamo un cast all’ULTIMO STADIO!

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ULTIMO STADIO  un film di Ivano de Matteo

Speciale realizzato da Luca Cirillo

Grazie all’ufficio stampa Roberta di Nicola

“Ultimo Stadio” non è un film sul mondo del calcio, ma una commedia “cinica” all’italiana….

Con questa dichiarazione di Franco Nero, si può sintetizzare questa bella opera prima, diretta con classe e un po’ di follia dal vulcanico Ivano de Matteo, un passato (e un presente..) di autore/attore teatrale d’avanguardia, un personaggio controcorrente e forse politicamente “scorretto”, ma un “ultras” sincero e genuino (come la sua incredibile naturalezza nel parlare a raffica rigorosamente in “romanesco”…) che ha modellato un film (scritto da Valentina Ferlan) a sua immagine e somiglianza, delineando con la maestria di un navigato professionista una trentina di personaggi, tutti fondamentali al fine della storia stessa.
Un “Altman trasteverino”, che si impone con bonaria prepotenza nell’insipido e manieristico panorama cinematografico italiano… Soddisfatto dalla proiezione, mi preparo alla conferenza stampa regalando al pubblico di “Palcoscenico” un’intervista al regista e al grande Franco Nero oltre che un rapido botta e risposta con alcuni dei numerosi attori del cast…
 

IVANO DE MATTEO

Ivano, presentati per noi…

Allora…ho lavorato e continuo a lavorare soprattutto in teatro che è la mia dimensione naturale. Poi è arrivata l’occasione di fare un film per il cinema e dopo alcune esperienze con documentari, mi sembrava il momento ideale per fare il grande salto.

Hai curato oltre la regia, anche la scelta del cast?

Assolutamente si. Ho studiato a fondo tutti i personaggi e poi ho fatto una infinità di provini, anche per chi ha detto solo una battuta nel film! Hai presente il tedesco che verso la fine del film cerca disperatamente l’arbitro?

Non mi dirai che…

Sì! Ha detto una battuta e basta, ma gli ho voluto fare un provino! E non ci capivamo con la lingua…che casino! Sono stato maniacale, ma credo che sia stato un grosso vantaggio per il risultato finale del film.

Il film si chiude in maniera enigmatica…

Si il finale è lasciato alla vostra immaginazione. Ho lasciato aperte molte soluzioni e mi sono battuto per non inserire un consolatorio e scontato “happy end” che proprio non mi andava a genio! Si parla di storie “vere”, non autobiografiche ma “reali”, che possono succedere ad ognuno di noi. Ho cercato di far ridere con un “pianto interno” e non ho diviso i personaggi in buoni e cattivi. Il calcio è un pretesto…ho voluto dimostrare come uno sport come il calcio fosse realmente attecchito nel tessuto sociale tanto da diventare una ossessione anche per i personaggi “minori” del film, come il prete, il tassista e il cameriere. Comunque ripeto, la tanto citata “finale di Coppa dei Campioni” è semplicemente un elemento che mi è servito per far emergere la vera personalità dei tanti protagonisti del film.

Un po’ alla Altman…

Ti ringrazio per il paragone! Magari…

Parlaci del tuo personaggio

Guarda, il mio personaggio è da sputare in faccia! (ride) Ero indeciso se addossarmi questo ruolo ma poi alla fine ho preso coraggio e l’ho fatto.

Come è stato lavorare con un “mostro sacro” come Franco Nero?

Che te devo dì…Franco è un grande!(ride) Umile e disponibile, si è comportato come un attore esordiente, anzi i “pischelletti” che iniziano a fare cinema si esaltano subito! Franco invece non ha avuto pretese da star ed è stato molto propositivo sul set. Davvero il massimo per un regista esordiente come me!

Ritornando ai giovani attori “esaltati”…

Questo è un argomento sul quale potrei parlare una vita! Oggi appena hai un briciolo di notorietà non guardi più in faccia a nessuno! Ultimamente durante una partita di beneficenza un attore di cui non dico il nome, ha negato un autografo ad un ragazzino dicendo che al momento non aveva tempo! Ma ti rendi conto? Se noi “artisti” ci possiamo permettere una vita tutto sommato comoda è anche e soprattutto merito del pubblico, dei ragazzini che ti chiedono l’autografo, di voi giornalisti che ci riempite di domande…. L’arte mi diverte, ma purtroppo si recita soprattutto fuori dal set e questo è molto triste… Per queste ragioni non vado a party e festicciole varie, e non frequento “vip” o presunti tali!

Come pensi che reagirà il pubblico ad “Ultimo Stadio”?

Io mi batterò come un matto per questo film e spero venga amato da tutti. Intanto vediamo in quante sale riusciamo a farlo proiettare e poi…

E’ vero che sei anche un musicista?

Più che un musicista direi un musicologo. Suono un po’ la chitarra e le percussioni, ma più che altro mi piace dare delle direttive ai musicisti che lavorano con me. In tutti i miei lavori teatrali c’è molta musica e anche nel film spazio dal walzer al tango, dalla musica d’autore a quella elettronica, a seconda delle situazioni filmiche. Non dimentichiamoci poi dei bravissimi “Cor Veleno” autori della colonna sonora originale e di Gian Maria Testa che ci ha regalato un brano bellissimo.

Chiudiamo con il tuo futuro….

… Un nuovo film! Sarà una storia metropolitana molto “acida”, meno corale di “Ultimo Stadio”.

Il titolo?

Il titolo m’è “scappato” di dirlo prima durante la conferenza stampa….non l’hai sentito? Meglio così, sennò mi copiano! Vabbè te lo dico lo stesso, ma non lo pubblicare mi raccomando…

FRANCO NERO

Cosa l’ha spinta a lavorare in “Ultimo Stadio”?

Beh, il film stesso! Ho letto la sceneggiatura e l’ho trovata ben scritta, interessante. Mi piaceva l’idea della nevrosi di questi personaggi e ho accettato subito. ”Ultimo Stadio” non è un film sul calcio, ma una commedia “cinica” all’italiana, nello stile che fu di Risi, Scola e Monicelli, ovviamente modernizzato e riportato ai tempi odierni. E poi cosa non trascurabile, Ivano “gira bene”. Molti giovani registi hanno idee buone, ma poi si nota l’inesperienza tecnica dietro la macchina da presa. Con Ivano tutto ciò non è accaduto e ci ha diretto come un veterano del cinema.

Ancora una volta continua a lavorare con esordienti…

Sì, effettivamente ho portato fortuna a molti registi giovani… Anche mio figlio ha debuttato lo scorso anno nella regia ed io ero il protagonista del suo film!

E poi dicono che il cinema italiano è in crisi…

Il dramma fondamentale del cinema italiano è che ci sono pochi produttori validi. In molti si improvvisano, ma vengono da altri mestieri o peggio ancora sono raccomandati! Piccioli (il produttore di “Ultimo Stadio” ndr.) è un ottimo produttore perché ha sempre vissuto in questo mondo iniziando come regista e quindi conosce bene le problematiche della realizzazione di un film.

Parlare delle sue esperienze passate significherebbe stare qui diversi giorni, vero?

In effetti mi hanno chiesto di scrivere un libro per parlare dei grandi del cinema con i quali ho lavorato!

Qualcosa circa i suoi esordi?

Facevo il militare a Napoli e grazie ad una serie di permessi, venivo a Roma per aiutare un mio amico fotografo. Un giorno capitò nello studio il fotografo di De Laurentiis che mi vide e volle farmi degli scatti. Quelle foto piacquero molto e in poco tempo mi trovai catapultato sul set de “La Bibbia” con la regia di John Houston! Davvero incredibile!

Un aneddoto su due registi che adoro e con cui lei ha avuto la fortuna di lavorare: il primo è Luis Bunuel….

…Bunuel era una persona spassosissima! Che divertimento lavorare con lui… Un giorno durante la lavorazione di un film, lo vidi andare via di corsa dal set e nascondersi in un angolo con una valigia dalla quale non si separava mai…
Io da curioso, lo seguiì per vedere cosa nascondesse questa valigia e vidi Bunuel tirare fuori con cura un panino e una bottiglia di vino, quasi fossero due cose sacre e iniziare a mangiare velocemente. Accortosi di essere stato “scoperto” mi disse: “Nero, ho spesso attacchi di fame incontrollabili, ma se la troupe mi vede mangiare vogliono fermarsi tutti!
Invece io mangio in fretta e riprendiamo a lavorare!
” Hai capito che tipo era? Poi mi chiamava sempre “Nero” e mai “Franco” perché erano i tempi della dittatura spagnola e lui non voleva pronunciare il nome “Franco”!!! (ride). 

…l’altro grande regista di cui vorrei un ricordo è Rainer Werner Fassbinder, l’autore cinematografico e teatrale che personalmente apprezzo molto….

Mi fa piacere che ti ricordi di lui! Pochi giornalisti mi chiedono del film fatto con Fassbinder e tu mi dai una grossa gioia nel poter parlare di quel grande artista. Fassbinder mi mandò il copione di “Querelle de Brest”, ma io tentennavo a rispondergli. Un giorno mi chiama il suo agente dicendomi che avrebbe passato la telefonata a Fassbinder per farlo parlare direttamente con me; io resto in linea e sento silenzio per un minuto fino a quando l’agente riprende il telefono dicendo che Fassbinder era impegnato e mi avrebbe richiamato. In seguito dopo aver accettato il film, ci incontrammo a Berlino e mi disse che il giorno della telefonata, lui era “impietrito” al telefono ed era troppo emozionato all’idea di parlare con me!! Seppi così che era un mio ammiratore incallito e conosceva tutti, ma proprio tutti i miei film!
Anche il precedente “Lili Marlene” avrei dovuto farlo io, ma poi accettai il film “La Salamandra” che in Italia non fu mai proiettato e il mio ruolo passò a Giancarlo Giannini. Prima di iniziare le riprese mi disse: “Franco se c’è qualcosa che non mi piace nel tuo modo di interpretare il personaggio te lo dico apertamente, ok?” Bene, non ci crederai, ma non ebbe da ridire su nulla per tutto l’arco delle riprese… Avremmo dovuto fare una trilogia insieme…firmai un contratto con lui su un tovagliolo di un ristorante berlinese! Per lui aveva valore anche così! Poi purtroppo morì prima ancora dell’uscita di “Querelle de Brest” che resta uno dei miei film più belli, dove il mio personaggio era scritto alla perfezione e oggi Fassbinder è un esempio per molti giovani che si avvicinano al cinema di qualità. Grazie ancora per avermi fatto parlare di lui.

Torniamo ad “Ultimo Stadio”…una descrizione del suo personaggio?

Un uomo preso dal lavoro e dal successo, un po’ cinico, che non si accorge dei sentimenti dei suoi familiari, in particolare del disagio “esistenziale” di suo figlio, che è il bravissimo Rolando Ravello, un attore straordinario.

Quali sono stati i costi del film?

Lo diceva prima il produttore…circa due miliardi, con una sovvenzione da parte dello Stato di quasi un miliardo e mezzo.
Ivano è stato bravo nell’ottimizzare i tempi di lavoro e alla fine ha anche restituito al produttore molta pellicola inutilizzata!
Succede raramente che un regista non “sfori” con i tempi… Ecco, in questo, Ivano è simile a Bunuel e Fassbinder…tutti accomunati da una professionalità tale da far dormire tranquilli i produttori!

Per il futuro dove potremo ammirarla?

Ho tanti progetti a cui sto lavorando…un film tedesco dal titolo “Carosello Toscano”, poi il nuovo film del regista russo di “Luna Papa” che si intitolerà “Leo”, un film spagnolo “Fumata bianca”, diretto da un esordiente e infine un film italiano di Antonio Baiocco, intitolato “Aquilone”, realizzato in Marocco…la storia di un industriale che si innamora di una giovane lavoratrice di stoffe, davvero un bel film. Poi ho rifiutato un film da girare alla Hawaii con Bruce Willis e Monica Bellucci, perché volevano diminuire sempre di più il mio compenso…e poi a Willis davano 20 milioni di dollari! Non voglio farne una ragione esclusivamente economica, però… Per Ivano ho lavorato con il minimo rimborso, pari a quello degli altri attori, perché la storia era bellissima. E poi i soldi guadagnati per “Ultimo Stadio” li ho devoluti in beneficenza ad un villaggio di orfani.

E partecipazioni a fiction?

Il panorama televisivo italiano non è esaltante e per ora ne sto alla larga. In futuro vedremo… Mi avevano offerto una sit-com in America, ma era una cosa “fiume”, interminabile…e ho detto no.
 
Grazie di cuore, da parte mia e di “Palcoscenico”

Grazie a te Luca, per la tua preparazione!

Impressioni sul film da parte di alcuni protagonisti….

VALERIO MASTANDREA

Io amo i film come “Ultimo Stadio”. Nella mia carriera seppur breve ho sempre fatto scelte simili a questa e continuerò così perché faccio solo i film che sento “miei”. Il problema è un altro…anche oggi ci avete riempito di complimenti…ma avrò partecipato a cinque o sei conferenze per i film precedenti e tutti ci lusingavano e poi…poca pubblicità, poche recensioni e quindi difficoltà a “lanciare” come si deve un film. Poi se c’è la qualità il film prima o poi avrà i riconoscimenti dovuti…è il caso di “Cresceranno i carciofi a Mimongo”, un film che feci anni fa e che fu proiettato in una sola sala e senza pubblicità. Poco alla volta ci si è accorti di questo gioiellino e oggi è considerato un film “cult”.
Credo che lo stesso accadrà per “Ultimo Stadio” anche se spero ci sia subito un riscontro popolare adeguato alla qualità del film.

ELIO GERMANO

E’ un film molto “provato”…una scelta importante, quella di unire così tanti attori…un bel gioco di squadra. Poi ho lavorato con Rolando Ravello che per me è un vero mito…

ROLANDO RAVELLO

…grazie Elio! Ricambio la cortesia dicendo che tu diventerai un “grande” del mestiere e farai le scarpe a molti! Lo dico sinceramente, Elio ha dei tempi perfetti e farà molta strada.
Per quanto riguarda il film…conosco Ivano da dieci anni e nonstante ciò, ho fatto due provini prima di avere la parte…poi una volta preso, ho collaborato con lui per “provinare” gli altri attori!
Abbiamo lavorato più di dieci giorni solo per i provini e non avevo mai visto una cura così grande per la preparazione di un film.

MANRICO GAMMAROTA

Sono contento di aver fatto questo film.
Gli attori sono stati bravissimi, non ci sono ruoli “riempitivi” e diciamo che questo tipo di film dà speranza al cinema italiano!

SIMONE COLOMBARI

Io ho lavorato il primo e l’ultimo giorno di riprese e la cosa incredibile e che l’atmosfera era rimasta la stessa. Tutti rilassati e allegri come se si trattasse di un grande raduno tra amici.
Il merito di tutto ciò va attribuito ad Ivano, che ha saputo mantenere questo clima sereno e insolito per una lavorazione cinematografica.

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