Max Parodi indagato per festini hard e coca

Quando erano prudenti parlavano di “biglietti del teatro”. Era un modo per non farsi capire che utilizzavano i partecipanti ai festini a base di sesso e cocaina organizzati a Padova, Roma e Milano: un giro nel quale è indagato dalla Procura di Padova anche l’attore genovese Mario Parodi, detto “Max”, protagonista di alcuni film di Tinto Brass – come“Monella” e “Senso ´45” – di Neri Parenti e Jerry Calà. Parodi ha anche preso parte a film come “Paparazzi” e “L’allenatore nel pallone 2”.

Max Parodi è coinvolto per il traffico di droga verso Roma, secondo le indagini della squadra mobile della polizia coordinate dal sostituto procuratore Benedetto Roberti. In un paio di occasioni l’attore avrebbe portato della cocaina nella Capitale e ora la gip Mariella Fino, su richiesta del pm Benedetto Roberti, ha autorizzato la perquisizione domiciliare nella sua abitazione romana.

A portare la droga, secondo l’accusa, era un avvocato padovano, Davide Bergo, 43 anni, procuratore presso il tribunale dei minorenni di Venezia, arrestato a Padova assieme a due spacciatori “di fiducia” per detenzione ai fini di spaccio di cocaina. Il legale è accusato di essere l’animatore dei festini aperti a imprenditori, personaggi del mondo dello spettacolo e aspiranti modelle: è stato posto agli arresti domiciliari.

Nell’elenco delle persone che da lui ricevevano la droga figurano anche titolari di farmacie, un cantante lirico, organizzatori di eventi ed altri professionisti habituè delle feste. Il ruolo principale di Bergo sarebbe stato quello di portare la “roba da pippare”, come gli raccomandavano al telefono i suoi interlocutori.

I suoi pusher di fiducia erano due uomini di origini tunisine, noti entrambi con il nomignolo di “Misha”, dietro cui si celavano Zouhair Mahmoudi, 40 anni e Hassene Lazhar, 30 anni, già noti alle forze dell’ordine per spaccio di droga. I due – ora detenuti in carcere – erano accorti negli spostamenti: consegnavano la cocaina direttamente a Bergo nella sua abitazione, in modo da limitare il rischio di essere sorpresi per strada con lo stupefacente addosso.

Gli investigatori si sono allarmati quando Bergo al telefono ha raccomandato ai due di fargli avere urgentemente cocaina, «perché – spiegava – ho dei ragazzini a casa stasera». È stato poi accertato che non si trattava di minorenni, ma di giovani amici dell’avvocato. In tutto gli investigatori del vice questore aggiunto Marco Calì in cinque mesi di indagine hanno documentato una cinquantina di amici che hanno testimoniato di aver ricevuto cocaina dall’avvocato.

A Roma, secondo le indagini della squadra mobile della polizia coordinate dal sostituto procuratore Benedetto Roberti, in un paio di occasioni lo stupefacente l’avrebbe invece portato Parodi, attore del filone “cinepanettone”, presente anche nel cast di “Paparazzi” e “L’allenatore nel pallone 2”. La gip Mariella Fino, su richiesta del pm Benedetto Roberti, ha autorizzato la perquisizione domiciliare nella sua abitazione romana.

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