Juice Plus, 1 milione di multa dall’Antitrust, Selvaggia Lucarelli aveva ragione

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Gli integratori alimentari e i sostituti dei pasti Juice Plus+ sono stati pubblicizzati in maniera ingannevole attraverso i social media come Facebook e per questo motivo l’Antitrust ha sanzionato con un importo di un milione di euro le quattro società proprietarie dei marchi: The Juice PLUS+ Company Srl, The Juice PLUS+ Company Ltd, The Juice Plus+ Company Europe GmbH e The Juice Plus+ Company LLC.

Selvaggia dunnque, nella sua importante inchiesta aveva ragione!

L’accusa dell’Agcm è di avere adottato una strategia di vendita basata sulla condivisione sui social network di esperienze personali non veritiere relative ai prodotti dell’azienda. Tramite pagine Facebook e gruppi segreti, si svolgeva una forma di marketing occulto, in cui alcuni rivenditori Juice Plus+ su Facebook si presentavano come consumatori, quando erano in realtà venditori di prodotti. La sentenza dice chiaramente che Juice Plus+ invitava i propri venditori “a proporsi come consumatori, facendo largo uso dei social network, costruendo la propria immagine pubblica di venditore/consumatore, senza insistere sulla necessità di palesare le finalità commerciali e pubblicitarie perseguite, al fine di suscitare interesse nei potenziali clienti per portare poi la conversazione in ambienti privati”. L’Antitrust ha anche accertato che Juice Plus+ ha diffuso informazioni ingannevoli sia sulle proprietà dei prodotti, sia sui risultati che si possono ottenere con l’assunzione, promettendo anche di curare alcune malattie e di far perdere peso in tempi rapidi.

Ma al di là del metodo di vendita, i prodotti Juice Plus funzionano?

Leggiamo questa interessante pubblicazione della Nutrizionista Chiara Angiari, intitolata proprio “Juice Plus o Toxicity Plus?”:

L’azienda propone un dimagrimento con la seguente strategia: ridurre le calorie sostituendo i pasti con frullati o barrette, aumentare l’assunzione di frutta e verdura ed integrare l’alimentazione con le compresse a base di succo di frutta.

In queste compresse a base di succo di frutta in realtà gli studi dimostrano che ci sono SOLO 4 tipi di vitamine: Vitamina A che copre il 97% del fabbisogno giornaliero, vitamina C al 215%, vitamina E al 72% e Folato al 79% del fabbisogno giornaliero. Direi poche vitamine rispetto a quello che il marketing ti vuole far credere!

Questi dati vengono confermati da questo studio (tra l’altro cavallo di battaglia di Juice Plus) “Adjunctive daily supplementation with encapsulated fruit, vegetable and berry juice powder concentrates and clinical periodontal outcomes: a double-blind RCT” dove viene dichiarato quanto segue: “Questi principi attivi sono stati integrati per fornire i totali dichiarati (per dose giornaliera) di b-carotene [vitamina A] (7,5 mg), vitamina E (46 mg), vitamina C (200 mg) e acido folico (400 ug)”. Rendiamoci conto che un’arancia copre l’85% del fabbisogno giornaliero di vitamina C. Il prezzo di questi prodotti è però ben più alto di quello delle arance! Inoltre un multivitaminico da supermercato rischia di essere più completo!

Ricordo che l’obiettivo di un multivitaminico è comunque proteggere dalle eventuali carenze nutrizionali dovute fondamentalmente ad errori del tipo che non si varia l’alimentazione (si mangiano sempre le stesse cose). Se si mangia bene e vario non serve in ogni caso. Ma questo lo dice anche Juis Plus nella sua comunicazione dove parla di “colmare il divario tra ciò che mangiamo e ciò che dovremmo mangiare tutti i giorni“.

La cosa però inquietante riguardo Juice Plus è un articolo pubblicato su The American Journal of Medicine del 2010 il cui titolo si traduce come Juice Plus o tossicità plus? il quale correla l’uso di Juice Plus con l’alterazione dei valori clinici di funzionalità epatica, con cambiamenti degenerativi delle cellule del fegato ed infiammazione acuta in una donna (case report). Lo studio termina con una considerazione molto importante, che dice: “Come clinici bisogna investigare l’assunzione di prodotti alternativi in modo da prenderli in considerazione nel caso ci siano problemi al fegato o altri effetti sull’organismo non chiari e/o abnormi”. Vuol dire che se una persona viene da noi con problemi di fegato o sintomi anomali dovremmo chiedergli se ha fatto assunzione di questi prodotti!

Il problema principale di questi prodotti è che, essendo considerati integratori alimentari, non sono tenuti a soddisfare specifici requisiti (come avviene invece per i farmaci). Quindi, anche se la maggior parte di essi, può essere considerata sicura nella composizione, vanno comunque valutati possibili effetti secondari.

E gli antiossidanti? Vi è un articolo su Nature del 2015 che descrive su modello murino come l’uso di antiossidanti favorirebbe il diffondersi di metastasi cancerogene nei tumori solidi come il melanoma, perché uno dei meccanismi per cui tali cellule vengono tenute sotto controllo è la distruzione ad opera dei radicali liberi, che gli antiossidanti mirano a eliminare. Siamo sicuri quindi che questi antiossidanti siano a favore del nostro benessere?

Oltre a non essere poi così innocui questi prodotti da banco vengono per lo più venduti da persone comuni che non hanno nessun titolo e formazione in campo nutrizionale per consigliare integratori o apportare modifiche al vostro regime alimentare. Le uniche tre figure che per legge possono prescrivere diete sono medici, biologi e dietisti.

Nessun venditore Juice Plus chiederà l’anamnesi patologica prima di vendere un loro prodotto!

Nessun venditore Juice Plus vi chiederà la vostra composizione corporea per tarare al meglio la dieta e dare un giusto apporto proteico con i sostitutivi pasto a base proteica.

Nessun venditore Juice Plus indagherà se avete effettivamente carenze vitaminiche e di minerali, visto che in teoria andrebbero utilizzati gli integratori in caso di carenze specifiche. Ricordatevi che alcune vitamine, quando presenti in eccesso, vengono escrete tramite le urine. In questo caso assumere integratori inutilmente vi porterà a produrre urine molto concentrate ed affaticare i vostri reni inutilmente.

Una parola anche ai venditori: un conto è il commercio di un prodotto e un conto è dare consigli alimentari per vendere il prodotto. Il filo è sottile, ma in quest’ultimo caso si parla di abuso di professione. Il comma 1 dell’articolo 12 sostituisce l’articolo 348 del codice penale, e aumenta le sanzioni per gli abusivi dall’attuale “milione di lire” prevedendo la reclusione fino a 3 anni e la multa da 10 mila a 50 mila euro. La pena però aumenta con reclusione fino a 5 anni e multa fino a 75 mila euro per il professionista prestanome, che rischia anche l’interdizione da 1 a 3 anni dall’attività. La sentenza è pubblicata e c’è la confisca della strumentazione usata per commettere il reato che i comuni indirizzeranno a fini assistenziali. In caso di omicidio colposo per l’abusivo (aggiunta ad articolo 589 c.p.) c’è la reclusione da 3 a 10 anni. In caso di lesioni colpose (art 590 cp) la reclusione va da 6 mesi a 2 anni e la pena per lesioni gravissime è la reclusione da un anno e mezzo a 4 anni. Per chi eserciti un’arte ausiliaria delle professioni sanitarie senza licenza c’è la sanzione amministrativa fino a 7.500 euro.

Il consiglio che posso dare è che se dovete dimagrire di rivolgervi alla professionalità degli specialisti in nutrizione che sapranno ritagliarvi una dieta sulle vostre necessità come un abito sartoriale.

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