Michel Marc Bouchard tra teatro cinema e tv. Anche in Italia

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MICHEL MARC BOUCHARD: Dal Teatro al Cinema e alla Televisione: il drammaturgo canadese (già autore della commedia “Tom à la ferme” da cui il giovane ma ormai popolare regista Xavier Dolan ha tratto il suo primo successo cinematografico) è in Italia. Dopo il debutto di “Sotto lo sguardo delle mosche” con la regia di Simone Schinocca  (26/27 ott a Firenze – La Limonaia e 29 ott. /3 nov. a Torino – Teatro Carignano) –  Il 4 novembre a Viterbo (per Quartieri dell’Arte) e il 22 novembre a Genova (per il Festival dell’Eccellenza al Femminile) andrà in scena l‘opera collettiva NARCISSUS. Lo spettacolo propone un affascinante percorso visuale e linguistico nel mondo queer degli anni 60 e 70, attraverso le suggestioni del leggendario film “Pink Narcissus” (1971), padre riconosciuto dell’immaginario camp. Al centro dell’operazione, a cui Bouchard ha aderito con entusiasmo, il rapporto tra creatività, corpo e desiderio.

Fra i suoi prossimi progetti, ci sarà una nuova collaborazione con Xavier Dolan, che adatterà (questa volta per una miniserie tv) un’altra commedia di Bouchard: “La nuit ou Lauriel Gaidreault s’est reveille”. Sarebbe la “prima volta in tv” del celebre regista. E una delle rarissime occasioni in cui il teatro d’autore contemporaneo ispira un’opera televisiva. Al centro della storia, una tanatologa ossessionata dai corpi abbandonati, nella morte e nel sonno. 

NARCISSUS

Opera collettiva sviluppata tra due continenti da un’idea di Gian Maria Cervo e Antonio Ianniello.

Ispirata al leggendario film “Pink Narcissus” di James Bidgood, grande icona dell’estetica camp. 

Testo di James Bidgood, Michel Marc Bouchard, Chris Goode, Alberto Bassetti, Gian Maria Cervo, Antonio Ianniello e Anna Romano

Regia di Francesca MacrìCompagnia Biancofango

Installazione di Thomas Lange

Anteprima assoluta

Narcissus è un’opera collettiva sviluppata tra l’Europa e l’America nell’arco di un anno e mezzo, all’interno del progetto EU Collective Plays! co-finanziato dal Programma Creative Europe dell’Unione Europea, e coinvolge drammaturghi italiani dal curriculum internazionale come Gian Maria Cervo e Antonio Ianniello, con materiali aggiuntivi di Alberto Bassetti, la partecipazione di un autore canadese di culto come Michel Marc Bouchard, anche sceneggiatore di Xavier Dolan, di un drammaturgo e artista visivo britannico come Chris Goode, attivo in istituzioni londinesi di prestigi (dal Royal Court Theatre alla Tate Gallery), e della dramaturg italo-belga Anna Romano. A completare il quadro autoriale di questa grande tela cubista, c’è anche il grande James Bidgood, uno dei padri della queer art e del camp che in realtà, oltre a essere co-autore, è anche il personaggio principale della vicenda narrata.

Lo spettacolo – andrà in scena nella restituzione scenica di Francesca Macrì della Compagnia Biancofango e con un cast di attori composto da Claudio Larena, Francesco Maggi, Francesco Martino, Giovanni Prosperi e Andrea Trapani. Il disegno luci di Gianni Staropoli illuminerà un’installazione a tema creata dall’artista tedesco Thomas Lange.

L’opera ha a che fare con il leggendario film “Pink Narcissus” (1971), capolavoro a tematica queer firmato da Bidgood che circolò anonimamente per anni e fu attribuito anche a Andy Warhol e Kenneth Anger. Il testo ha una struttura basata sul clash delle prospettive dei vari drammaturghi che ad essa hanno contribuito. In un collage policromo e psichedelico di suggestioni, emerge la vicenda raccontata nel film, insieme a quella del suo misterioso protagonista, di cui si conosce solo il nome d’arte: Bobby Kendall, giovane modello e pornoattore che, secondo la leggenda, avrebbe cambiato vita e sarebbe diventato uno dei principali scienziati al servizio del governo americano.

“La nostra intenzione è stata quella di rappresentare una vicenda inconoscibile nella sua inconoscibilità. Il clash di drammaturgie serve a rendere le opacità, i ripensamenti work-in-progress e le irrisolutezze che si verificano in un’esistenza” – dicono Cervo e Ianniello a nome del collettivo di autori – “Crediamo che vedendo o leggendo ‘Narcissus’ lo spettatore possa interrogarsi sia sulla metafora della vita come scrittura in progress, sia a proposito degli effetti (perfino quelli benefici) che su una cultura underground ha la violenza che la circonda.”

Il testo è di imminente pubblicazione nel mercato globale in lingua inglese, casa editrice Routledge, in un’antologia che includerà tutti i testi sviluppati dal progetto EU Collective Plays!, con la collaborazione di alcuni dei nomi d’eccellenza del new writing internazionale.

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