ROBERTA ANTIGNOZZI: INSEGNO IL CORAGGIO ALLE MIE RAGAZZE IN CAMPO, MA…

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… NELLA VITA, HO AVUTO PAURA DI PERDERE I CAPELLI

Roberta Antignozzi, ex calciatrice (nel ruolo di centrocampista) e allenatrice italiana, attualmente si occupa della categoria Esordienti nell’A.C. Milan e dello scouting. Forte e determinata, nell’ultimo periodo della sua vita ha vissuto un momento buio: “Non riuscivo neanche a portare la sacca dei palloni, il mio corpo abituato alla fatica e all’allenamento costante, non rispondeva più: ero senza forza, senza energia…”.

Roberta Antignozzi è l’attuale allenatrice della categoria Esordienti per l’A.C. Milan, recentemente ha guidato la rappresentativa lombarda al Torneo delle Regioni: il 31 marzo 2018 si è giocata la finale tra Lombardia e Sicilia allo stadio Gran Sasso d’Italia a L’Aquila, con le prime che hanno vinto il match con un punteggio di 1 a 0 e conquistato così il loro nono titolo. Insomma, una ragazza tenace, una donna che sprigiona energia, determinazione e… bellezza. Femminile e sportiva, talentuosa e semplice, una inarrestabile Giovanna D’Arco che però ha avuto paura di un nemico, uno solo: la malattia.

Roberta, come ti sei accorta di avere un problema di salute?

Poco più di un anno fa, verso Novembre del 2017, mentre allenavo le mie ragazze, ho iniziato ad avvertire un affaticamento generale. Una sensazione stranissima, mai provata prima, perché non era semplice stanchezza, sentivo il mio fisico svuotato da tutte le energie. Non riuscivo a correre, a portare gli attrezzi per l’allenamento, per me era quasi impossibile anche dare un calcio al pallone.

E cosa hai fatto?

All’inizio pensavo si trattasse di un periodo di stress fisico, così ho preso degli integratori ed ho cercato di riposarmi, ma quella sensazione di debolezza che avvolgeva tutto il mio corpo perdurava, allora mi sono rivolta ad un medico che mi ha prescritto delle analisi.

E le analisi che risultato hanno evidenziato?

Dopo esami di tutti i tipi, che non sto qui ad elencare perché sto male solo a ricordare quei momenti di dubbi e di attesa, mi hanno detto quella parola che mai avrei voluto sentire: linfoma. Avevo dei linfonodi al collo pro reattivi e il mio corpo nel combattere questo stato patologico aveva perso ogni vitalità. Ma dopo la diagnosi è arrivato il periodo più difficile…

Quale?

I linfonodi andavano analizzati, dovevo fare l’ago aspirato per capire se il linfoma era di natura benigna o maligna. Mi hanno messo in lista per l’operazione, che è avvenuta a Febbraio del 2018.

E cosa hai fatto in quei mesi?

Quel lungo periodo è stato il più difficile della mia vita. Ho passato le settimane a studiare la mia malattia sul web. Lo so, è una cosa che non si dovrebbe mai fare, ma io volevo capire cosa stava accadendo al mio corpo. E poi avevo una grande paura, mi vergogno quasi a dirlo perché può sembrare una sciocchezza, ma per me si trattava di una cosa importante.

Di quale paura si trattava?

Se il mio linfoma fosse stato maligno, avrei dovuto fare la chemioterapia, e sì, ero pronta a combattere, anche a stare male, ma avevo paura di perdere i capelli, questo effetto della chemio mi terrorizzava.

In effetti i capelli sono una componente molto importante della femminilità…

Questo è vero, ma io non avevo paura di perdere i capelli per un motivo estetico, anche questo certo, ma quello che mi faceva letteralmente impazzire era, che senza capelli tutti avrebbero capito che avevo un tumore e così avrei dovuto dare delle spiegazioni, invece io volevo tenere nascosta la mia malattia. E poi, non volevo spaventare le mie allieve più giovani al Milan. Loro, abituate a vedermi sempre bella e grintosa, sarebbero sicuramente rimaste di pietra nel vedermi calva. Così ho iniziato a fare altre ricerche sul web per acquistare una parrucca, ed ho scoperto una cosa sconcertante.

Cosa hai scoperto?

Mi sono resa conto che le parrucche, quelle fatte con i capelli veri e che hanno un aspetto naturale, sono costosissime. Mai avrei pensato ad un prezzo così alto e mi sono ripromessa di fare qualcosa per tutte le persone che stanno combattendo contro un tumore, per aiutarle economicamente a comprare una parrucca. Ci sono molte associazioni che si occupano di questo e, nel mio piccolo, voglio dare un contributo.

Roberta Antignozzi e le sue ragazze con la coppa del torneo delle Regioni 2018.
Lombardia prima classificata!

Immagino che la tua famiglia ti sia stata molto vicina in quei mesi?

Veramente no, nessuno sapeva della mia battaglia, tranne mia sorella Cristiana e il mio compagno.

Vuoi dire che non hai detto a nessun altro dell’operazione?

No, a nessuno, neanche ai miei genitori. Tra la diagnosi e il giorno dell’operazione ci sono state anche le Feste di Natale, ed io mi sono goduta ogni istante con loro, mangiando di tutto e di più, pensando che i momenti che stavo vivendo potevano anche non ripetersi.

E’ difficile immaginare una sportiva come te mangiare senza limiti!

Avevo letto che la chemioterapia può dare un senso di nausea, allora mi sono detta: o adesso o mai più! Scherzi a parte, l’insegnamento più grande che ti lascia una malattia o, come nel mio caso, la paura di una grave malattia, è proprio quello di apprezzare di più la vita, di dare il giusto peso alle cose.

E poi come è andata l’operazione?

Per fortuna i linfonodi non erano maligni, li ho tolti e il mio fisico e la mia energia è tornata quella di un tempo, anzi, si è moltiplicata.

Quando tutto è passato ho avvisato i miei genitori, che naturalmente si sono arrabbiati con me per averli tenuti all’oscuro di tutto, ma ho spiegato loro che non volevo farli preoccupare e alla fine, ci siamo abbracciati forte come non mai.

Una vera combattente, un po’ come avviene nel tuo sport, il calcio…

Per quanto riguarda la mia malattia ho mostrato qualche fragilità, nel calcio invece, non ho paura di nessuno!

Quando hai iniziato a giocare a pallone?

All’età di sei anni stavo sempre con la palla al piede e da quel giorno non ho più smesso. Sono partita dalla categoria Pulcini maschili (ero l’unica bambina) e poi a 10 anni sono entrata nel settore giovanile della Lazio femminile (che nacque praticamente in quello stesso anno con un gruppetto di bambine). Ho fatto tutta la trafila nelle giovanili biancocelesti esordendo in A a Palermo all’età di 16 anni. Nel 2005 sono passata alla Roma, per poi trasferirmi a Milano nel 2006 e girare un po’ di squadre in varie categorie (dalla C alla A e A2). Nel 2013 ho fondato una mia associazione sportiva con un progetto sociale e ho giocato nella stessa squadra passando dalla D alla C. Nel 2015 ho ricevuto la proposta di costruire le squadre e coordinare il settore femminile del Milan e così ho appeso le scarpe al chiodo, metaforicamente si intente, perché in realtà con il calcio non si smette mai. Nel primo anno e mezzo sono stata coordinatrice e allenatrice. Oggi abbiamo un coordinatore e io mi occupo della categoria Esordienti, oltre allo scouting. Con il mio gruppo di ragazze stiamo andanto benissimo, giochiamo anche contro le squadre maschili e i risultati sono sempre eccellenti.

Tu sei romana, non ti piacerebbe allenare la Roma femminile e tornare nella tua città?

Roma è casa mia, lì c’è la mia famiglia. Da più di 10 anni, però, ho costruito molte cose qui a Milano e qui ho trovato anche l’amore. Ma nella vita mai dire mai… ora però, sto benissimo al Milan!

Per anni, oltre che una sportiva, sei stata anche un personaggio che vedevamo spesso in tv e sui giornali, ora invece sembri essere totalmente concentrata sul calcio. E’ stata una tua scelta quella di allontanarti dal mondo dello spettacolo?

Per seguire il mio ex fidanzato che era un personaggio pubblico, mi sono ritrovata a vivere delle esperienze che non fanno parte del mio carattere, né della mia personalità. Non rinnego niente, ma preferisco vivere finalmente al di fuori dei riflettori la mia vita privata con il mio attuale compagno, con il quale sto insieme da tre anni.

Molti tuoi colleghi sportivi, hanno partecipato a dei Reality televisivi. Se lo chiedessero a te accetteresti?

Accetterei solo se si trattasse di sport. In generale mi piacerebbe partecipare come opinionista in qualche programma sportivo e nello specifico, se mi offrissero un bel Reality sul calcio, questo sì, lo farei di sicuro!

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