Selvaggia Lucarelli ironizza sul viso paffuto di Carla Bruni

A pochi mesi dalla nascita della sua bambina, la piccola Giulia Sarkozy, Carla Bruni in una uscita pubblica, si è presentata probabilmente con qualche grammo in più, residuo della gravidanza o dell’allattamento.

Diciamo “grammi”, perché l’ex modella e Lady Sarkozy è sempre bellissima e in gran forma, grazie anche alla sua naturale eleganza nel portamento.

Ma la simpatica opinionista Selvaggia Lucarelli, non si è fatta sfuggire il dettaglio ed ha così sentenziato tramite Social:

C’è una giustizia a questo mondo: con la ballerina sformata, la borsetta marroncina a tracolla, il viso paffuto e i pantaloni che le tirano sulla coscia,, a furia di volere l’uomo ingombrante, ingombrante c’è diventata lei. Contrappasso.

Già nel 2011 la Lucarelli aveva scritto in un articolo per il quotidiano Libero:

Carla Bruni e l’infelice incoscienza

Gentile signora Bruni in Sarkozy, mi perdoni il gesto inelegante della lettera pubblica ma ho l’ impellente necessità  di spiegarle un paio di cose e dubito che se mi attaccassi al citofono dell’Eliseo mi riceverebbe. Se poi è vera la leggenda secondo la quale poco prima di conoscere il presidente lei confidò: “Voglio un uomo dotato della bomba atomica”, è molto probabile che oggi rivolga la parola solo alle compagne di uomini che tengono il plutonio nel cassetto accanto al sacchettino di lavanda e, francamente, io non so se me la sento di circuire Kim Yong-nam. Sà, probabilmente avrei il mio set di atomiche in tre varianti di colori fluo, ma la Corea de Nord è un tantino umida per i miei gusti e poi laggiù mi mancherebbe troppo la posta di Carlo Rossella su “Chi”. Dunque. Ho letto la sua intervista sul mensile “Figaro”. Quella in cui dice che in tempo di crisi, i figli si fanno in una sorta di “felice incoscienza”. E che lei è una privilegiata perché non deve chiedere il congedo di maternità  o prendere i mezzi pubblici alle sei del mattino come tanti suoi connazionali. Intanto, grazie per il coraggioso outing , signora Bruni. Noi tutti eravamo convinti che all’albeggiare, lei si facesse largo tra raucedini e ascelle sudate per salire sulla metropolitana parigina e andare dal ciabattino a far risuolare le scarpe col tacco. Quelle di suo marito, ovviamente. Riguardo la faccenda del congedo di maternià , beh, che non ci siano state vibrate proteste quando s’è presa una pausa dalla sua intensa carriera musicale, mi stupisce un po’ meno. Onestamente, i suoi cd, nella speciale classifica dei più potenti narcotizzanti in commercio, si colloca esattamente tra i sedativi per le possessioni demoniache e i discorsi di Frattini, per cui suppongo che i suoi connazionali si augurino che la sua gestazione duri almeno sei anni solari. Non c’è livore nelle mie parole, signora Bruni, lo giuro. Potrei fare demagogia spiccia e chiederle di non provarci neanche, a fare l’amica del popolo. Suggerirle di tacere, visto che ha l’aria di quella che ha le idee più precise su quanto costi un foulard di Hermes che una garza ombelicale. Forse, visto che ha raccontato pure che Sarkozy l’ha conquistata parlandole di fiori, le domanderei perché allora non ha sposato Luca Sardella. Ma sarebbe un gioco troppo facile e io invece voglio darle una mano, signora Bruni. Voglio aiutarla ad avvicinarsi al popolo approfondendo il concetto di “felice incoscienza”. Ebbene, la felice, gioiosa, scoppiettante incoscienza, per una donna normale, consiste più o meno in questo: correre, sempre. Accompagnare il figlio a scuola e accorgersi che sulla tua t-shirt c’è una patacca grossa come una coccarda tricolore perché mentre ti vestivi, vestivi lui, scaldavi il latte, gli preparavi lo zaino, e poi laviamo i denti, la faccia, allacciamo le scarpe, e inciampi in due Pokemon, e “Non metti mai a posto!”, accendi il telefono, sali in macchina, sbraiti con gli altri automobilisti e passi il mascara al primo semaforo rosso. Arrivi davanti a scuola e ti senti inadeguata, di fronte alle mamme che sono là cinque minuti prima perché loro sono perfette e mica hanno il mascara sbrodolato come te che alle otto del mattino sembri già  Dolcenera dopo una sauna finlandese. Poi tratti, con le altre mamme imperfette. “Io oggi dalle due alle due e venti ho la riunione di condominio, dalle due e venti alle tre ho una riunione in ufficio, poi vado in posta, alle tre e mezzo passo dal commercialista, poi faccio la spesa, se tu mi fai il favore di prendere mio figlio all’uscita io poi nel weekend ti faccio il trompe l’oeil in camera da letto stile vecchia Pompei, accetti?”. E tratti. Tratti sempre. Con le mamme, con le amiche, con i vicini di pianerottolo, con i parenti fino alla settima generazione, con la suocera che “Te lo tengo, ma un’ora che poi devo andare al centro commerciale”. E poi la babysitter che “Signora mi spiace tanto ma parto due mesi, vado-mio-paese nelle Filippine! “. I grandi quesiti “Se lo iscrivo a judo ottobre come la pago la rata del riscaldamento a novembre?” e la notte non chiudi occhio perché non sai se è più giusto negare un radioso futuro nel campo delle arti marziali a tuo figlio o bruciare rovi in salotto per sopravvivere all’inverno. E l’influenza. I sensi di colpa, sempre. Tuo figlio aveva la febbre e tu facevi fotocopie al tuo capo. Vai dal parrucchiere e ti senti Erode perché per due meches ti perdi la sua partita di pallone. E poi oddio, è nervoso, sto poco con lui, sto troppo con lui, è perché ci ha sentiti litigare, ma no invece scazziamo ogni tanto che i figli mica devono crescere nella campana di vetro. E le vacanze ad agosto costano troppo, andiamo a trovare tua zia al paese in Abruzzo “che poi la città  ad agosto te la godi, fosse sempre così”. E questo è solo il trailer della felice, radiosa, scoppiettante pellicola da lei intitolata “Felice incoscienza”, signora Bruni. Si chieda se è il caso di ricorrere agli eufemismi, quando i problemi legati all’essere madri, in tempo di crisi, sono qualcosa di leggermente più serio che il rigurgito del poppante sulle ballerine Gucci. Io “(in)felice incoscienza” ci chiamerei, al massimo, i suoi zigomi, signora Bruni. Quello di cui parla lei, nel mondo normale, si chiama “mazzo tanto”. Francesismo che, una premiere dame, mi perdonerà  senz’altro.

E nel lontano 2008, un altro piccato articolo. Leggiamo:

Nicolas e Carla: tutta la verità

Oggi, in esclusiva mondiale, vi fornirà una serie di succulente e inedite indiscrezioni sul chiacchieratissimo matrimonio tra Nicolas Sarkozy e Carla Bruni. Colei che vi scrive è riuscita a squarciare il velo di omertà  che è calato sull’evento grazie ad una gola profonda all’interno dell’Eliseo. Anche se le fonti non si rivelano mai, vi do un indizio: il prezioso informatore è tale Pasquale, dattilografo personale del presidente francese in realtà  figlio del commercialista di Sandra Mastella la quale tre mesi fa ha convinto Sarkozy ad assumerlo mandandogli un pacco contenente Claudia Schiffer vestita da torroncino con la scritta “SCARTAMI!” sul ventre. Certo è che l’appassionata e imprevedibile storia d’amore tra Carla e Nicolas ha lasciato a bocca aperta il mondo intero per svariate ragioni: intanto perché l’unico precedente storico a memoria d’uomo di relazione celebre tra chansonnier e presidente è la torrida laison tra Mariano Apicella e Silvio Berlusconi, anche se va sottolineata una sostanziale differenza: Mariano si è sempre rifiutato di indossare le ballerine. In secondo luogo perchè la loro storia è un concentrato di gossip, intrighi e colpi di scena che sembrano veramente non finire mai. E ora vediamo, punto per punto, di fare luce sugli episodi salienti della laison: – il presunto sms di Sarkozy all’ex moglie Cecilia (“Se torni da me io mollo tutto!””) sarebbe in realtà  un messaggio di Silvio Berlusconi a Casini inviato per sbaglio all’ex moglie di Nicolas il cui nome, Cecilia, si trovava nella sua rubrica telefonica tra la C di Casini e la C di Cristina Chiabotto. Pare che Casini a sua volta ne abbia ricevuto uno con scritto: “Ehi bella gnocca, vieni in Italia che ti faccio fare una fiction!””. – non si sa se Carla, prima di conoscere Nicolas, abbia davvero pronunciato l’ormai famosa frase: “Voglio un uomo con la bomba atomica!””, ma certo + che due invitati al suo matrimonio col presidente giurano che dopo il ““sì”” avrebbe sibilato: ““E ora tocca a quello con la papamobile!””. – cosa abbia risposto Carla alla fatidica domanda ““Vuoi sposare il qui presente Nicolas?“” è mistero fitto. Per ragioni di campanilismo c’è che sostiene che abbia detto ““sì!””, chi che abbia esclamato ““Oui!””, chi che abbia sussurrato ““Se po’fa’!”” ma la versione più attendibile è che sfoderando la sua proverbiale simpatia abbia risposto: “Sì,ma facciamo in fretta che alle due devo andare a promuovere il mio nuovo disco a ““Top of the pops” e comunque mi scusi signor sindaco, abbia pazienza, ma con quella fascia mi sembra Miss Wella, dunque se la tolga e riformuli la domanda, pezzente d’un clochard!””. – sempre per la sua proverbiale simpatia, pare che a fine cerimonia due cugini di Sarkozy abbiano lanciato del riso nella direzione della mannequin e la mannequin abbia lanciato dei chiodi perforanti nella direzione degli invitati gridando ““Il basmati lo lancerete alla Bellucci, morti di fame che non siete altro! Carlà  tollera solo Carnaroli tra i capelli!””. – riguardo il look delle nozze le voci sono contrastanti. L’unica cosa certa è che lei non era vestita da allieva di scuola di mimo come nei suoi recenti viaggi in Egitto e Giordania e che i due indossavano le seguenti calzature: un paio di elegantissimi scii di fondo in carbonio e Swarosky lei e un paio di decoltè¨ Sergio Rossi con tacco dodici lui. – infondate le voci secondo le quali i testimoni sarebbero stati la responsabile della comunicazione Prada e Nicolas Bazire. La scelta dei testimoni è stata all’insegna della discrezione e sia lo sposo che la sposa hanno scelto di condividere un momento così importante con persone che hanno sempre evitato ogni commento superfluo sul loro amore, per cui la scelta è ricaduta su Milo Infante per lui e Max Lazzari per lei. – tutti gli invitati erano tenuti al riserbo più assoluto. La madre di Carla Bruni, discreta come sempre, interrogata dai giornalisti ha commentato lapidaria: ““Come potete immaginare ho la bocca cucita e mia figlia m’ha detto che se mi lascio sfuggire qualcosa questa volta mi scrocchia le dita una a una, per cui sappiate che indossava un paio di mutande ottanta per cento lycra che la sera prima aveva fatto asciugare sul termosifone e che per pagare le bomboniere ha fatto un post-datato al quindici maggio ma per favore dite che ‘‘ste cose le avete sentite a Verissimo”” – dopo la gaffe dell’anello a forma di cuore Dior che Sarkozy ha regalato alla Bruni e che aveva regalato, identico, anni prima a Cecilia, il presidente s’è fatto più attento e al momento dello scambio delle fedi, per fugare ogni dubbio riguardo il suo presunto scopo di provocare e irritare l’ex moglie, ha infilato al dito dell’ex top model un anello vibrante Durex. – pochi sanno che dopo le nozze Nicolas e Carla si sono concessi un breve viaggio di nozze a Rimini dove, vista la loro passione per i parchi tematici, hanno visitato ““L’Italia in miniatura””. Pare che dopo pranzo Sarkozy abbia fatto una pennichella dentro al duomo di Milano mentre Carla commentava : “Amò, sei più basso pure di questa Torre Eiffel!””. – pare che Cecilia, dopo le nozze, abbia confermato le sue intenzioni di tacere e non ledere l’immagine pubblica del marito, per cui terminato l’ultimo capitolo della sua quindicesima biografia non autorizzata, si è autoquerelata e ha scelto di continuare a vivere nell’ombra: quella di una palma dell’hotel Le Saint Geran a Mauritius. – le voci secondo le quali Carla sarebbe incinta paiono fondate. Il presidente avrebbe finalmente smesso gli abiti di donnaiolo incallito per mettere la testa a posto una volta per tutte. Per dovere di cronaca, sono costretta a rivelare che dopo la loro visita a Disneyland, Pluto, Biancaneve e Clarabella accusano delle nausee sospette ma sarà  senz’altro una casualità . – infine, uno scoop: pare che il legame amoroso tra Italia e Francia sia destinato a consolidarsi. Dopo un travolgente colpo di fulmine avvenuto tra i fornelli di una trattoria dell’oltrepò pavese, numerosi testimoni hanno giurato di aver visto Ratatouille e Anna Moroni mano nella mano passeggiare tra le rovine di Petra. Il celebre topo portava sulle spalle il fidanzato di Antonella Clerici Eddy Martens.

Gli articoli della brava Selvaggia sono davvero divertenti, ma i commenti sul peso, di una neo mamma poi, non ci piacciono. Poi, nel caso di Carla Bruni, non hanno proprio motivo di esserci.