Intervista di Luca Cirillo per gentile concessione di Nocturno Cinema.

In passato sei stata campionessa italiana juniores sui 400 mt piani, e oltre lo sport sei anche “laureanda” in Lettere all’Università di Roma. Quando è nata la passione per lo spettacolo e quanto è stato difficile abbandonare lo sport?

La passione per lo spettacolo è nata con me, non sono vanesia ma mi piace apparire. Ho iniziato a spedire foto in giro per concorsi di bellezza a 14 anni. Lo sport l’ho lasciato per problemi fisici: un’anemia d’atleta e due
infiammazioni, una al tendine d’Achille e l’altra al tendine crociato dx.

In pochi anni hai accumulato una serie di notevoli esperienze cinematografiche, televisive e teatrali. Quale è stato il tuo film d’esordio?

Iniziai con una o due pose nel film di Mauro Bolognini “La villa del venerdì” nel ruolo della prostituta, poi c’è stato quello di Marco Ferreri “La carne”, anche lì avevo una sola posa nel ruolo di una cassiera al supermercato.

Recentemente è scomparso il grande Anthony Quinn. Tu puoi vantare di aver recitato con lui nel film “Il Mago” di Pascucci…

Sì, ricordo che Ezio Pascucci mi fece un provino per il ruolo di una entreneuse. Fui scelta e dopo una settimana mi trovai a lavorare con Anthony Quinn. In quei giorni non aveva una bella cera, non ricordava le battute e si fece addirittura cascare i calzoni per terra, chissà forse aveva problemi di fuso orario,però era un grandissimo che non si dava le arie e mi parlava diretto negli occhi e mi trattava al suo pari.

Una collaborazione importante è stata quella con Dario Argento,con il quale hai girato “La Sindrome di Stendhal” e,diretta da Stivaletti,”La maschera di cera”(prodotto da Argento). Quale è la tua opinione riguardo il genere horror?

Veramente anche con questi due registi ho collaborato nei loro film girando poche pose ( quattro in quello di Argento e una ne “La Maschera di cera”. La mia opinione sul genere horror è la stessa che ho per altri generi. Ogni genere è diverso da un altro. In questo caso si racconterà una storia cruenta che necessiterà di più effetti speciali rispetto ad una commedia o un melò. Mi piace il cinema ed amo ogni singolo genere.

In quel periodo, i rotocalchi si occupavano molto della “storia” tra te e Argento. Pensi che possano esserci anche fattori “negativi” nel vivere una storia con un personaggio così noto?

Sì, sicuramente. Dario non mi ha mai aiutata  e penso sia stato controproducente nel mio lavoro perché alla fine tutti pensavano che se non lavoravo con Dario, che allora era il mio uomo, forse non ero un’attrice brava e poi andavo a fare i provini di nascosto perchè lui non “gradiva molto”. L’ho amato sinceramente, ma tanti hanno pensato ad una storia di interessi specialmente per i 29 anni di differenza e per il lavoro che facevo.

Come si sviluppò la collaborazione con Joe D’Amato per “Top Girl” e che ricordo hai di lui.

Aristide era un uomo umanamente grande ed aveva il dono di capire tutto e subito al volo, simpatico, con la battuta pronta, con spiccato senso dell’humor.
L’ho conosciuto direttamente a Los Angeles dove poi abbiamo girato il film, non parlavo un inglese perfetto a quei tempi e allora  Aristide mi aiutò facendomi diventare la segretaria italiana che lavora in un ufficio americano. Mi disse che sarei diventata una grande attrice ma avevo bisogno di allenamento. Il tramite tra me e Massaccesi fu Luciano Martino attraverso la Gold Film.

In seguito arrivano “Stressati”(Mauro Cappelloni) e “Besame Mucho”(Maurizio Ponzi) e in televisione, l’esperienza di “Macao” di Gianni Boncompagni…..

Sul set di Stressati mi sono trovata bene, la cosa curiosa che mi è rimasta impressa è che era un set formato da donne quasi tutte lesbiche che ti facevano sentire a casa tua, mi sono sentita molto a mio agio. Sul set di Ponzi mi sono sentita sacrificata e anche sul grande schermo a lavoro terminato il mio ruolo è quasi inesistente. Per quanto riguarda Gianni Boncompagni è un uomo geniale che meriterebbe di continuare ad ottenere successo, lo stimo e l’ammiro almeno per come si è comportato con me.

Da qualche anno lavori attivamente con la “factory” di Luciano Martino. Per la regia di Antonio Bonifacio hai girato la serie “Turbo” e poi “Il delitto di Via Monti Parioli” e “La stanza della fotografia”, nel quale avevi un ruolo finalmente “sostanzioso”. Raccontaci come è nato questo importante sodalizio.

Tutto è iniziato con un servizio fotografico su Excelsior di Bruno Oliviero, mi notò il figlio dell’ex Presidente dello Stato Leone che volle presentarmi Luciano Martino,nacque un’amicizia e poi collaborai non solo come attrice ma attivamente nella sua azienda per circa due anni.

Parlando di Luciano Martino,non possiamo dimenticarci di suo fratello Sergio per il quale giri in rapida successione i film tv “A due passi dal cielo”, “Cornetti al miele” e “Il coraggio di Maria”. Cosa pensi dell’incredibile exploit delle fiction, avvenuto in questi Ultimi anni?

Penso che sia la migliore strategia che possa fare un produttore cinematografico oggi per non morire.

Arriviamo alle esperienze (e alle domande!) più “piccanti”… Un ruolo da protagonista lo hai avuto nel cortometraggio “Benedetta trasgressione”, uno dei “Corti circuiti erotici” presentati da Brass, e probabilmente il più “audace”. Non ti ha mai creato imbarazzo girare scene forti?

Più che crearmi imbarazzo è stata una vera e propria violenza! Credo che la mancanza di soldi o anche il solo fatto di non lavorare per molto tempo  possano far cadere in errore e questo è un esempio eclatante. Il corto è stato girato con un taglio decisamente porno e non l’ho trovato per niente eccitante. Non ho dormito per una settimana perchè mi accorsi che di artistico c’era veramente poco. Chissà forse un giorno cambierò idea!!!

Torneresti a lavorare con Brass?

Con Brass sì, ma come regista e non da supervisore. E’ tra i registi che meglio sanno dirigere la macchina da presa, è bravo e competente.

Decisamente “bizzarra” è stata la collaborazione con Franco Saudelli per il fotoromanzo “fetish” intitolato “Quattro bambole per una rapina”, e per un servizio fotografico nel quale i tuoi piedi sono vero oggetto di venerazione. Nella vita privata, vivi il sesso in modo “tradizionale” o sei una “sperimentatrice” come su questi set?

Non sono tradizionalista, né bigotta, ma amo consumare sesso con una persona che mi dà emozioni prima di tutto, poi il resto viene meglio! Ma lo sai che girerò un film con Saudelli prossimamente?

Bene, ora per concludere, arriviamo ai tuoi prossimi impegni….

Sto collaborando con Andrea Ciullo a Teatro dei Documenti e presenterò una tourneè estiva itinerante di Terenzio “La suocera” diretta da Fausto Costantini. A Settembre poi, sarò sulla copertina di Playboy!!

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