STANZE DEL VIAGGIATORE VIRALE, di Giovanni Turra Zan

Percorsi seducenti dentro pagine taglienti.

Recensione di Osvaldo Contenti

Il tema del viaggio, esterno o interiore che sia, è presente in ogni pagina di questo affascinate ma insidioso libro di poesie. Affascinante perchè leggendolo agiremo da semi-clandestini, in quanto il poeta Giovanni Turra Zan non prevede alcun biglietto omaggio o sconto particolare per i viaggiatori-lettori. Il viaggio, insomma, andrà meritato e non consumato. E con un posto non accanto al finestrino panoramico, ma sul predellino della vita, o magari attaccati all’ultima carrozza di un treno che rasenta il vuoto, il che costituirà l’insidia di questo tragitto poetico. Ora, però, non abbiate paura, perché l’autore ogni tanto ci darà una benevola occhiata, tendendoci la mano proprio quando rischieremo di perderci o di cadere nel vuoto di cui sopra. Già, il vuoto. Proprio quello che abbiamo tutto attorno, ma che spesso non riusciamo a vedere perché coperto ad arte da delle smisurate concessionarie di auto, da megamanifesti pubblicitari e da hotel a cinque stelle sontuosi fuori e caduchi dentro. Un sistema di voluttuose e stratificate paratie per celare il nulla che regna sovrano, ma che il poeta sa disvelare non solo all’esterno ma anche all’interno di noi stessi. E qui inizia il viaggio interiore, fatto di non-parole, di non-emozioni, di non-rapporti e dell’incoscienza di non saperlo, o di non volerlo sapere, nella miglior tradizione delle dissimulazioni volontarie, metafora di un metateatro che ci rappresenta ogni giorno. In altre parole, il volumetto STANZE DEL VIAGGIATORE VIRALE (pubblicato dalla casa editrice L’arcolaio di Gian Franco Fabbri) ci presenta la società che ci siamo costruiti a immagine e somiglianza di un dio che paga con mastercard falsificata, come ben ci rammenta, raggelandoci, il poeta. Tutto ciò imbrigliato in una destrutturazione semantica del verso. Anche “ballabile”, ma col ritmo zoppo di sette ottavi, tipico di certe indiavolate danze balcaniche. Un ritmo difficile da impostare, ma che una volta imparato non ci molla più, come una partner ossessiva ma tremendamente seducente.

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