… A Toys Orchestra

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Midnight Talks“, il nuovo album firmato “… A Toys Orchestra” è di sicuro uno dei prodotti più originali ed entusiasmanti degli ultimi mesi. Nati artisticamente in Campania nel 1998 e capitanati dal cantante e chitarrista Enzo Moretto, hanno esordito nel 2001 con l’album “Job” acclamato come uno dei prodotti indie più interessanti, proseguendo sulla stessa linea con il secondo “Cuckoo boohoo” del 2003. Ma è con “Technicolor Dreams” del 2007 che avviene la definitiva consacrazione accompagnata anche da prestigiose collaborazioni a iniziare da quella con Dustin O’Halloran, della band statunitense Devics, nelle vesti di produttore artistico. In quel periodo tre brani tratti da “Technicolor Dreams” (Cornice Dance, Amnesy International e Technicolor Dream) vengono inseriti nella colonna sonora del film di Jess Manafort, dal titolo “The Beautiful Ordinary”, uscito nelle sale cinematografiche americane nel settembre 2007. Oltre 150 date tra il 2007 e 2008 (più un tour europeo di 15 date) permettono poi al gruppo di farsi conoscere ulteriormente. Nel 2008 vengono invitati dagli Afterhours a partecipare alla compilation “Il paese è reale” con il brano inedito “What you said”, ed iniziano una proficua ed interessante collaborazione con la cantautrice/polistrumentista Beatrice Antolini. E arriviamo quindi a “Midnight Talks” nuovissimo album targato “…A Toys Orchestra”, probabilmente il migliore tra i quattro prodotti dalla band. Ho avuto la fortuna di assistere alla presentazione live dell’album (al “Circolo degli Artisti” di Roma) e sul palco, insieme alla band, rivedo con piacere proprio Beatrice Antolini nel ruolo di session man (anzi session girl!) di lusso, impegnata a suonare pianoforte elettrico, basso e sax oltre che a regalare ottimi controcanti con la sua voce. Insieme a Enzo Moretto (voce, chitarra e tastiere) la band al completo, ovvero Raffaele Benevento al basso e chitarra, Ilaria D’Angelis alle tastiere, basso e voce e il batterista Andrea Perillo. Il concerto si apre (dopo un preambolo “noise” molto 70’s) con “Backbone Blues”, uno dei brani più belli del nuovo album, che catalizza da subito l’attenzione del numeroso pubblico presente. Pochi secondi e la band intona l’introduzione di “Yuppi Du” di Adriano Celentano che serve da premessa/omaggio al celebrativo brano, intitolato proprio “Celentano”, una imprevedibile e riuscitissima ballad country-blues. Lo show procede tra brani nuovi e storici e ciò che colpisce, oltre alla già nota qualità delle composizioni, è l’eclettismo dei musicisti sul palco che, con naturalezza e competenza, si scambiano ruoli e strumenti dimostrando di essere degli Artisti con la “A” maiuscola. L’esecuzione di “Invisible” (uno dei brani più noti e amati del gruppo) è davvero emozionante e, tra il pubblico, noto alcune ragazze che stentano a trattenere le lacrime…queste sono soddisfazioni per un artista che vuole “arrivare” ai propri fans. In una continua alternanza tra momenti ipnotici e altri punk/rock, intervallati da esplosioni emotive come la citata “Invisible”, si arriva alla conclusione di uno show bellissimo.

Vi consiglio quindi di controllare le tappe del loro tour!

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