Massimo Ghini, romano de Roma

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Attore poliedrico di cinema e teatro. Il popolare interprete romano si divide tra ruoli comici e drammatici. Classe 1954, Massimo Ghini muove i suoi primi passi sul palcoscenico diretto dai più grandi registi: Franco Zeffirelli, Giorgio Strehler, Francesco Rosi e Paolo Virzì, solo per citarne alcuni. Indimenticabile nella parte dell’arrogante onorevole in “Compagni di scuola” di Carlo Verdone o in quelli di Primo Levi accanto a John Turturro, ne “La tregua” di Francesco Rosi, fino al malato d’Alzheimer da David di Donatello, ne “A casa tutti bene” di Gabriele Muccino. La politica, oltre alla fede calcistica giallorossa, è l’altra sua grande passione tanto da esser stato responsabile Cultura del Partito Democratico nel Lazio, e da rivestire attualmente il ruolo di Segretario generale del Sindacato Attori Italiani-CGIL.

Quale è il suo posto del cuore?

E’ Roma. Per me è un luogo dell’anima. E’ una citta con tanti centri ed è magica per questo.

Un ristorante dove mangiare?

“La Rosetta” e “Il Sanlorenzo” che offrono dei piatti veramente top a pochi passi dal Pantheon.

Quale è il monumento più bello?

Roma è come una corona tempestata di gioielli preziosi che sono le chiese. Mi commuovo di fronte alla loro bellezza. E poi mi piace il murales di Francesco Totti nel rione Monti.

Il piatto romano preferito?

La trippa con la menta e il pecorino.

Il locale notturno dove andare?

Sono stato uno dei padri tutelari de “Il Locale”. Con Fabrizio Bentivoglio e Rocco Papaleo andavamo tutte le sere a sentire la musica dal vivo.

Il luogo della capitale che la identifica di più?

“Cinecittà” perché è il paese dei balocchi dove nascono storie fantastiche. E’ il mestiere dell’attore che si costruisce tra le maestranze, le star e le comparse.

Perché un turista dovrebbe venire in vacanza a Roma?

Roma è il cuore della storia e della civiltà mondiale.

Quale luogo simbolico consiglierebbe?

La piazzetta della Madonna del dito spezzato che si trova a Campo dé Fiori, all’inizio di Via del Pellegrino, sulla sinistra c’è un piccolo archetto con la Madonnina che si affaccia in un suggestivo borghetto medievale.

Un mini itinerario da suggerire?

Tra i vicoli da Campo dé Fiori a Piazza Navona si trova la bellezza storica. Sono le due anime della città: Campo dé Fiori è la piazza del popolo e l’altra quella dei nobili.

Quale è per lei un profumo romano?

L’odore del sugo tra le viuzze del centro. Per uno come me che viene dal popolo è il ricordo della memoria.

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