Siamo andati a teatro per scoprire il cast di Benzina

BENZINA, regia di Daniele Falleri Loredana Cannata, Elodie Treccani, Cinzia Mascoli con Alberto Bognanni e la partecipazione di Valeria Mafera.

“Benzina” è in origine un romanzo, scritto da Elena Stancanelli, diventato in poco tempo un piccolo “caso”, per l’originalità con cui viene descritto il binomio amore (omosessuale) vs morte. Non ci volle molto per capire che una storia cosi’ ben congegnata potesse essere trasferita sul palcoscenico teatrale e sul set cinematografico, e così è stato. La lungimiranza di Lorella Morlotti ha fatto si che “Benzina” potesse diventare un’opera teatrale al tempo stesso in cui un altro produttore ne acquistava i diritti cinematografici. La rappresentazione realizzata al Teatro Colosseo di Roma, intriga, diverte, appassiona e lo spettacolo mantiene fede alle mie aspettative. Merito di Daniele Falleri, che ha portato in scena una sua lettura del romanzo, che per motivi “tecnici” e per abitudine nel lasciare un personale “segno” in tutte le sue opere, fa di “Benzina” un’opera imperdibile. Ma i meriti di Falleri, affermato regista teatrale ma anche ricercato collaboratore televisivo ed “ex attore” (il perche’ lo leggerete nella sua intervista…) non finiscono certo qui: sua anche l’indovinata scelta del cast e in un periodo dove i ruoli si “regalano” senza riflettere troppo sul rapporto attore – personaggio, questa e’ proprio una piacevole novita’! Loredana Cannata e’ Stella, un perfetto “maschiaccio”, determinata e innamorata della sua Lenni. Elodie Treccani e’ Lenni, dolce e insicura, l’animo fragile della coppia. Cinzia Mascoli è la madre di Lenni, uccisa dalle due ragazze ma che ritorna in scena sotto forma di “essenza” scoprendo per la prima volta la vera natura di sua figlia, i suoi sentimenti, le sue paure, avvicinandosi paradossalmente a lei come mai aveva fatto in vita. Alle tre protagoniste si aggiunge Alberto Bognanni che irrompe nel ruolo di un avventore del distributore, particolarmente attratto da Stella, causando pericolosi inconvenienti alle due ragazze. Lo stile recitativo e’ azzeccato, e la’ dove sono gia’ note le qualita’ istrioniche della bravissima Cinzia Mascoli (Colpo di Luna, Il testimone dello sposo, Viaggi di nozze), davvero sorprendenti sono state Loredana Cannata ed Elodie Treccani. La prima, (protagonista de “La donna Lupo” di Aurelio Grimaldi e nel cast di “Senso ’45” di Brass) temperamento siculo “tout court”, regge la scena da veterana, con un impatto molto forte nella caratterizzazione di Stella, sicuramente un ruolo non facile. La seconda, (I ragazzi del muretto, Il Verificatore, L’Ospite, Commesse) esprime anche in scena la dolcezza del suo carattere, risultando naturale e al tempo stesso intensa, davvero una piacevole conferma artistica.

DANIELE FALLERI

Daniele Felleri

Ciao Daniele, benvenuto su “Palcoscenico”. Ero incuriosito da questa tua trasposizione teatrale di “Benzina” e ho pensato bene di farla conoscere anche ai nostri lettori “telematici”. Iniziamo l’intervista rispondendo a questa domanda “facile facile”: perche’ “Benzina”?

L’idea di partenza e’ stata della produttrice Lorella Morlotti, che mi ha contattato dicendomi che secondo lei da quel libro poteva venirne fuori qualcosa di interessante a livello teatrale. Io ho letto il libro e anche se sono abituato a portare in scena testi miei, sono rimasto “folgorato” perche’ si tratta di un romanzo bellissimo. Certo c’erano da superare diversi problemi tecnici… ad esempio, i lunghi viaggi in auto descritti nel libro, non potevano essere riprodotti in teatro, e io ho fatto fare un percorso psicologico alle protagoniste, in modo che quel “viaggio” si potesse compiere ugualmente ma in modo mentale”.

Quanto tempo hai impiegato nella tua trasposizione teatrale?

“Ho lavorato circa tre mesi, quindi neanche troppo se ci pensi, pero’ poi c’e’ stato un lungo lavoro che e’ quello della regia, durante il quale prendo il mio testo come fosse quello di un altro autore e mi permetto di rielaborarlo anche a seconda del “materiale umano” che ho davanti. Una cosa e’ stare davanti ad un computer immaginando cosa diranno i personaggi, e un’altra e’ avere di fronte a te gli attori”.

Come è avvenuta la scelta del cast?

“Beh, Cinzia Mascoli e’ una grandissima attrice e poi ci conosciamo da anni, abbiamo lavorato in teatro insieme”.

e anche al cinema con “Colpo di Luna” di Alberto Simone…

“Verissimo! Mi fa piacere che tu l’abbia visto. Dicevamo… con Cinzia ho lavorato per anni ad un progetto di “cinema nelle scuole”, girando l’Italia insieme, siamo in perfetta sintonia, sul piano artistico e umano. Loredana l’ho conosciuta ai provini, non era facile trovare attrici cosi’ giovani, come richiedeva il testo, e allo stesso tempo capaci di reggere il palcoscenico con la naturalezza dei veterani, quindi ho fatto provini su provini. L’incontro con Loredana e’ stato interessante e divertente, le ho fatto un “provino su parte” e ho capito che “Stella” era lei!”.

Nella prima versione teatrale di “Benzina” non era presente Elodie Treccani…

“Infatti, c’era Ana Valeria Dini, molto brava anche lei, con “corde” diverse da Elodie. Dopo la prima versione fu scelta per fare il serial “La squadra” spostandosi in pianta stabile a Napoli, e quindi abbiamo dovuto trovare un’altra attrice ma non volevo una “sostituta” o una “copia”. Avevo gia’ pensato ad Elodie per la prima versione, e quando e’ entrata nella compagnia, ha regalato la sua dolcezza e generosita’, oltre che il suo talento, alla nuova versione di “Benzina”. Una cosa importante di questo progetto e’ che stiamo lavorando con tanta serenita’ e complicita’, elementi a mio giudizio indispensabili”.

Il pubblico come sta reagendo?

“Molto bene, grandi emozioni e grande divertimento, anche grazie al contrappunto comico di Cinzia Mascoli che “alleggerisce” una situazione altamente drammatica. Qualche sera fa un ragazzo si e’ complimentato con me perche’ lo spettacolo lo aveva commosso e lui aveva addirittura pianto; questa cosa mi ha colpito, perche’ le risate riesci a valutarle anche stando dietro le quinte, ma le emozioni, la pelle d’oca, devono essere per forza di cose esternate e, anche se non e’ mia intenzione “far piangere”, mi ha fatto piacere aver procurato queste sensazioni”.

Come riesci a conciliare l’attività teatrale con quella televisiva? Non sono due mondi lontanissimi tra loro?

“Il ruolo dove mi sento piu’ a mio agio sono la direzione degli attori e la scrittura; sui set televisivi faccio l’acting couch, “accompagnando” gli attori verso il percorso dei loro personaggi, e nonostante i ritmi siano frenetici e ben diversi da quelli teatrali, e’ un ruolo che mi piace molto. Per quanto concerne la scrittura effettivamente ci sono delle diversita’ tra quella televisiva e quella teatrale: per la scrittura teatrale ci si puo’ soffermare maggiormente su monologhi e o battute piu’ “lunghe”, ci sono meno personaggi, meno dispersione, pero’ in entrambi i casi cerco di mettere dentro qualcosa di “importante”, di fuori dalla norma, che nell’ambito televisivo e’ un azzardo. Pero’ fino ad oggi le mie idee sono sempre piaciute e attualmente sto lavorando alla seconda serie di “Carabinieri”, scrivendo le prime puntate, poi si vedra’…”.

E invece la tua carriera di attore?

“Quella è preistoria! (ride) Ogni tanto soprattutto quando lavoro alle fiction, mi viene chiesto di fare piccole parti, ma non credo di essere portato per questo ruolo”.

Beh non mi sembra! Se te lo richiedono ci sara’ un motivo e poi hai lavorato con Pupi Avati, Maurizio Ponzi, Alberto Simone, insomma tutti registi di grossa qualità.

“Sì è vero, ma non credo di avere il carattere giusto per fare l’attore. Mi sono reso conto che l’attore e’ la pedina nel disegno di altri, magari giri una scena che reputi ottima e poi in montaggio la tagliano! Dato che ho sempre scritto sin da giovanissimo, ho voluto specializzarmi in questo ambito per me piu’ gratificante”.

Ci ricordi però alcune delle tue esperienze da attore?

“Con Ponzi ho fatto “Anche i commercialisti hanno un’anima” con Pozzetto, Montesano e la Ferilli, poi un po’ di pubblicita’, il film di Simone di cui parlavi prima e una serie televisiva di Pupi Avati, chiamata “E’ proibito ballare”, te la ricordi?”.

Me la ricordo??? Era bellissima! Davvero d’avanguardia, nel senso che ha anticipato molte cose che si sarebbero viste in seguito in televisione. La vedevo sempre da ragazzino, c’era Chicco Salimbeni e poi il grande Vincenzo Crocitti, vero?

“Non sbagli, bravo! Pensa che Crocitti l’ho incontrato nuovamente poco tempo fa, dato che lui e’ nel cast di “Carabinieri” e io ho avuto la fortuna di lavorare nuovamente con lui, anche se in un’altra veste. Bravissimo attore”.

A quando una regia cinematografica?

“Guarda, io ho un progetto che sta prendendo forma, si sta muovendo qualcosa, presto potrebbe avvenire questo debutto, anche se la mia liberta’ continua ad essere quella di lavorare a teatro. La televisione e il cinema pagano bene, e quindi non vanno scartate a priori, perche’ ti danno la possibilita’ di lavorare tranquillamente ai tuoi progetti teatrali. In passato ho realizzato alcuni cortometraggi e quindi un’esperienza da regista cinematografico non mi dispiacerebbe”.

Ultima inevitabile domanda: il tuo rapporto con Internet?

“OTTIMO!! Navigo spesso, ho un mio sito che ho curato in prima persona, per un periodo ho anche chattato molto, conoscendo alcune persone molto simpatiche. Credo che Internet sia il “presente” e non il “futuro”! E’ parte della mia vita!”.

ELODIE TRECCANI

Elodie Treccani

Ciao Elodie, descrivici il tuo personaggio in “Benzina”…

“In “Benzina” io sono Lenni, una ragazza che scappa di casa e da una madre oppressiva, e va in cerca di liberta’. Incontra Stella e se ne innamora, inizialmente sara’ per Lenni un problema, visto che non e’ mai stata con una donna, ma Stella le da amore e sicurezza e finira’ per abbandonarsi a lei. Poi con l’improvvisa irruzione della madre di Lenni, e l’omicidio seguente, iniziera’ il delirio delle due ragazze, indecise se scappare o meno, come far sparire il cadavere della madre e in tutto questo c’e’ anche il recupero del rapporto madre-figlia, che avviene forse troppo tardi. Proprio questo elemento mi e’ piaciuto della storia, e mi ha spinto ad accettare. Poi ho letto anche il romanzo ma dopo aver gia’ accettato la versione di Daniele, che inizialmente mi aveva proibito di leggerlo! (ride)”.

Parlami del tuo ingresso nel cast…

“Io sono entrata in corsa, nel senso che lo spettacolo era gia’ stato messo in scena con un’altra attrice, ma mi sono trovata a mio agio subito. Daniele lo conoscevo da tempo, perche’ l’avevo incontrato in un seminario di recitazione, Loredana e’ stata dolcissima e non ho mai avuto problemi. Cinzia inutile dirlo, e’ una forza della natura! (ride)”.

Torniamo indietro e parliamo della serie televisiva che ti ha “lanciato” e che era un must per tutti gli adolescenti di inizio anni ’90: “I ragazzi del muretto”. Il personaggio di Giuliana era uno dei piu’ amati, come arrivasti a quella serie?

“Io, dopo una serie di provini, avevo fatto una puntata “pilota”, e nonostante questo, non ero sicura di avere la parte, perche’ la serie era diretta da tre registi, e ognuno diceva la sua sulla scelta dei personaggi! Non so per quale miracoloso motivo alla fine fui scritturata! Comunque il personaggio di Giuliana l’ho amato molto ma anche odiato, perche’ era diventato inscollabile. Ancora oggi mi fermano per strada chiedendomi: “ma tu sei Giuliana de I ragazzi del muretto?” poi li guardi bene, siamo tutti cresciuti, pero’ sono sempre “Giuliana”! (ride)”.

Come erano i rapporti con gli altri giovanissimi protagonisti?

“E’ stato divertente all’inizio, poi un po’ palloso! Eravamo una vera scolaresca, e nelle scene di gruppo diventava difficile gestirci!”.

Come mai non hai accettato la terza serie?

“Perche’ ero stanca! Era una bella serie televisiva, innovativa, pero’ avevo voglia di fare cose diverse e i tempi di realizzazione del telefilm me lo impedivano”.

E la prima esperienza “post-Giuliana” fu “Il verificatore” di Stefano Incerti, vero?

“Esattamente. Dopo il no alla terza serie arrivo’ subito “Il verificatore”, una esperienza di qualita’ e molto matura, forse io non ero nemmeno cosi’ matura per farlo, era un altro mondo, quello cinematografico, con un linguaggio diverso, ma molto stimolante e ricordo con piacere quel film”.

Poi hai lavorato nuovamente in televisione con “Commesse”? Come mai questo ritorno alla fiction?

“Sono quelle cose strane che accadono, magari sei ferma per un periodo e poi improvvisamente ti chiamano per piu’ cose e io ho detto si’ alla serie e al film “L’ospite” di Colizzi!”.

L’esperienza di “Commesse” allora?

“Ho accettato perche’ penso che le serie televisive ti diano quella popolarita’ e visibilita’ che comunque servono, poi mi hanno incastrato anche per la seconda serie! Fortunatamente il mio personaggio e’ morto e quindi mi sono liberata anche dalle commesse!(ride) Non mi piace mai ripetere le cose, inizia a mancare l’originalita’ e quindi meglio non ricalcare!”.

L’ospite” di Alessandro Colizzi…

“Un altro film di qualita’. Il mio primo film da protagonista, un film borghese, un ottimo ricordo, con Umberto Orsini che faceva la parte di mio padre e mi incuteva davvero terrore, perche’ si tratta di un attore straordinario”.

E le prossime avventure artistiche?

“Dopo aver fatto teatro con “Benzina”, vorrei tornare al cinema, continuando a fare bei film…”.

I registi che ammiri maggiormente?

Beh ce ne sono diversi: Soldini, Calopresti, Mazzacurati. Mi piacerebbe anche fare qualcosa di “comico”, ma una comicita’ interessante.

Un ricordo del tuo primo film, che se non sbaglio fu “Phenomena” di Dario Argento?

“Ma quella fu una particina, insieme a tante altre ragazzine. L’incontro con Argento fu agghiacciante, mi faceva paura, il suo aiuto regista diceva: “non va bene, e’ troppo piccola” e lui invece sembrava entusiasta e ripeteva: “la mettiamo da qualche parte! va benissimo!” (ride), c’era un’atmosfera affascinante. La scena con le api la ricordo ancora. Mi piacerebbe fare un film dell’orrore!”.

Quindi sei un’amante di cinema “horror”?

“Ho detto che mi piacerebbe girarli, e’ divertente scoprire tutti i trucchi, ma poi non li rivedrei! (ride) Ho troppa paura!”.

Non mi dirai che non hai rivisto nemmeno “Phenomena”?

“Si’, l’ho rivisto con le mani davanti agli occhi!!! (ride)”.

LOREDANA CANNATA (per gentile concessione di Nocturno Cinema)

Loredana Cannata

Parlaci di Stella il tuo personaggio in “Benzina”…

“Stella e’ una ragazza semplice e concreta, e con un grande amore per Lenni, che la portera’ addirittura ad uccidere la madre che cerca di portarsela via. Un bel ruolo, molto forte, quello di una ragazza omosessuale, mi e’ piaciuto davvero. E’ uno spettacolo diretto verso il pubblico, non e’ ermetico. Non avevo letto il romanzo, perche’ l’adattamento teatrale e’ un po’ diverso, poi io preferisco leggere saggi documentaristici”.

Parliamo adesso de “La donna lupo” che ti ha consacrato nel panorama del cinema erotico italiano…

“Aurelio Grimaldi, il regista del film e’ una persona adorabile, un grande scrittore e un “pazzo reale”! Dice e fa realmente quello che pensa, non e’ un ipocrita. Mi piaceva l’idea del film, che ribadiva il fatto che una donna che ha piu’ esperienze sessuali non e’ per forza di cose una prostituta, la sentivo in qualche modo vicina alla mia storia personale. Io sono stata la donna piu’ “accusata di sesso” di tutta Giarratana, il mio paese natale!! (ride)”.

Ammesso che il sesso possa essere un motivo di accusa…

“Per molti lo e’, caro Luca!”.

Come ha reagito la tua famiglia?

“Mia madre ebbe un momento di “cedimento”, ma mio padre mi stupi’: nonostante ciò che si pensa degli uomini del sud, mi diede fiducia e alla fine mi furono entrambi vicini. Se ne fregarono delle maldicenze che serpeggiavano nel paese, e io saro’ sempre riconoscente a loro per questo. Spiegai ai miei che quello che facevo davanti alle telecamere, giustificata da una sceneggiatura e un regista di qualita’, non era quello che accadeva fuori dal set, tante colleghe non tolgono neanche una spallina in scena e poi vanno con i produttori. Io no!”.

Alcune scene furono comunque “esplicite”, quali ti misero in difficolta’?

“Beh la “famosa” scena della fellatio sicuramente, pero’ l’atmosfera era delle migliori, la troupe fu molto rispettosa, girammo tutto il film in due settimane, con gli attori che battevano anche il ciak! Magari nei film cosiddetti “normali” succedono squallidi intrallazzi nei corridoi, invece in quel periodo fui particolarmente tranquilla. Tornando alla scena “incriminata”, mi fu detto il giorno stesso in cui la girammo che sarebbe stata “non simulata”! Ebbi un attimo di panico, la troupe mi disse: “la giriamo dopo mangiato, cosi’ stai piu’ rilassata”, ma non toccai cibo! Mi portavano mandarini sul set, tutti erano gentili, ma rimasi tesa fino al ciak! Poi pero’ filo’ tutto liscio, ci si abitua alle guerre, ai morti, io in fondo, non ho ammazzato nessuno! Uno dei miei “cavalli di battaglia” era: “se avessi ammazzato 80 persone, non se ne sarebbe parlato cosi’ tanto!” (ride). Questi tabu’ sono terribili, lasciamo i bambini incollati con i videogiochi dove ammazzano tutti e poi non si parla con loro di sesso, che e’ una cosa naturale”.

E le scene acquatiche con Pascal Persiano? Anche quelle erano molto realistiche….

“Erano vere, accidenti! (ride) Comunque nessun imbarazzo particolare, dopo quella che ti ho descritto prima, il resto risultava quasi naturale!!”.

Il film aveva uno spirito “pasoliniano” di fondo, che forse non fu capito…

“Sono contenta che tu l’abbia notato, grazie! Grimaldi ama molto Pasolini, pero’ per molti, se in un film ci sono scene di sesso, si tratta di un film erotico e basta, ci si ferma all’apparenza”.

Cosa ricordi dello speciale “La donna lupo si confessa”? Devo dire che e’ realizzato con molta classe.

“Ci fu richiesto dalla produzione del film, e lo realizzammo per “Il biglietto d’oro” di Firenze, pero’ non l’ho mai visto. Sulla mia carriera ne sai piu’ di me! (ride)”.

Subito dopo “La donna lupo” hai accumulato una serie di partecipazioni a fiction…

“Vedi, “La donna lupo” fu come un punto d’arrivo, nonostante fosse la prima parte da protagonista! Dopo, decisi di ripartire da zero, con piccoli ruoli che potessero aiutarmi a crescere, anche a livello recitativo. Feci due film-tv per la regia di Pingitore (“Villa Ada” e “La casa delle beffe” ndr.) e fiction come “La voce del sangue” con Franco Nero, “Giochi pericolosi” e “Tutto in quella notte”, che furono esperienze molto interessanti per ricominciare”.

Parlami del film di Romano Scavolini, “Ustica”…

“Romano e’ un altro regista che adoro, so che e’ negli States a lavorare su nuovi progetti. Il film e’ molto bello anche se purtroppo non e’ ancora uscito nelle sale. Sono state fatte solo due anteprime a Roma e Palermo e il pubblico ha accolto positivamente il film. A Palermo erano presenti alcuni familiari delle vittime di Ustica, ho parlato con loro ed e’ stata una esperienza molto forte; il film di Romano, mi dicevano, e’ piu’ “vero” rispetto al “Muro di gomma”, e non specula sul dolore dei familiari”.

Avete avuto problemi durante le riprese? Tempo fa il regista Giuseppe Ferrara mi diceva che tutti i suoi film di denuncia sociale erano costellati da intromissioni preoccupanti e spesso si girava sotto scorta…

“Beh durante la lavorazione tutto e’ andato bene. Pero’ quando stavamo andando alla prima a Palermo, c’era un tipo che guardava sempre se eravamo seguiti da macchine sospette (ride). Si’, un po’ di tensione c’e’ stata, pero’ io amo intricarmi in fatti politici, avrei voluto fare la giornalista, quindi”.

E guarda caso in “Ustica” sei una giornalista e anche in un film con Paolo Sassanelli, vero?

“Sei informatissimo!! Nel film con Sassanelli (“Sotto gli occhi di tutti”, regia di Nello Correale ndr.) , anche questo ancora “fermo” da tempo e non so perche’, sono una studentessa di giornalismo, mi piace interpretare ruoli che sento vicini a me come ti dicevo prima. Un film a cui tenevo tantissimo era stato scritto da Grimaldi con la collaborazione di Antonio Russo, reporter di Radio Radicale. Dovevamo girarlo in Georgia e io avrei dovuto interpretare un’infermiera, ma proprio per le cose che Russo voleva raccontare nel film, fu ucciso. Comunque tornando ad “Ustica”, forse l’intromissione piu’ “oscura” e’ proprio quella che impedisce al film di avere una distribuzione nelle sale”.

E’ vero che hai intenzione di realizzare documentari?

“Verissimo! Ho aperto una mia produzione appositamente per fare documentari, era un mio sogno! Poi faccio televisione per soldi, sono nel cast de “Il bello delle donne”, produzione Mediaset, quindi pensa un po’! (ride) Faccio riciclaggio di “soldi sporchi” e con i soldi guadagnati ci faccio i documentari!! (ride)”.

Hai l’onesta’ di ammettere che alcuni lavori si fanno esclusivamente per soldi.

“Guarda, qualche tempo fa una giornalista mi chiese: “hai provato imbarazzo a girare un film con Tinto Brass?”. Io le ho risposto che il mio piu’ grande imbarazzo sarebbe fare televendite!!! Ho chiesto alla mia agenzia di non farmi fare ruoli da sbirra, carabiniera, guardia di finanza, insomma niente forze dell’ordine, mi sentirei una ipocrita! (ride)”.

Mi hai anticipato sul rapporto con Brass…

“Brass lo avevo conosciuto ai tempi de “La donna lupo”, ci furono dichiarazioni velenose da parte di entrambi tramite giornali. Lui diceva: “La Cannata non la prenderei mai per un mio film, e’ piatta come una tavola da surf!!” e io rispondevo: “Con Brass non lavorerei mai!” (ride). Poi invece l’ho conosciuto, mi e’ stata offerta la parte in “Senso ’45” e visto che era un ruolo importante ai fini della storia, l’ho accettato volentieri, mi ricordo la corsa ad abbracciare Gabriel Garko dopo la fucilazione, un piccolo ma piacevole ruolo”.

Cosa pensi del film e di Brass?

“Brass e’ simpaticissimo, e cosi’ sua moglie Carla, detta “Tinta”! Tinto e Tinta, che forza che sono, starei sempre ad abbracciarli, sono molto gentili! Il film non l’ho ancora visto, so che nelle mie scene sono state usate luci particolari, e’ vero?”.

Beh, purtroppo sei praticamente in bianco e nero, perche’ Brass mi ha confessato di aver voluto “giocare al contrario”, utilizzando il colore per i “flashback” e il b/n per il “presente”.

“Questo non lo sapevo! Comunque ho un ottimo ricordo di tutta la lavorazione del film”.

E il “Corto circuito erotico” prodotto da Tinto?

“Quello l’ho fatto per soldi ed e’ stato un primo avvicinamento al mondo di Brass. Solo quattro giorni di riprese, ben pagati, perche’ non farlo? (ride) Poi c’era Rolando Ravello, un attore bravissimo oltre che un mio amico”.

So che hai un bel rapporto con Internet…

“Bellissimo rapporto! Sto scrivendo un lungometraggio in digitale che andra’ in Internet gratuitamente, e poi magari in futuro troveremo una distribuzione cinematografica, pero’ non mi far dire troppo…”.

CINZIA MASCOLI

Anche per te voglio una descrizione del tuo personaggio…

“Il mio piu’ che un personaggio e’ una “essenza”! L’essenza della madrita’, cio’ che abbiamo sentito spesso dire dalle nostre madri, grottesco ma a loro modo giusto”.

Il tuo rapporto con Daniele Falleri e’ ormai consolidato…

“La follia di Daniele mi intriga! (ride) Nonostante percorsi a volte diversi, ogni tanto ci chiamiamo e torniamo a giocare insieme! Abbiamo fatto anche uno spettacolo teatrale molto bello, chiamato “Tua Culpa”, scritto proprio da Daniele. Ora pero’ non voglio piu’ fare la madre nei suoi spettacoli, basta!”.

Sappiamo che stai girando un film in questi giorni.

“Si, ho fatto il film di Magni, intitolato “La notte di Pasquino”, con Nino Manfredi e oggi sono stata sul set di un film di Mattolini, con Remo Girone, ma si e’ trattato di un cameo”.

Col cinema sei sempre stata molto selettiva.

“Poche apparizioni ma mirate. Un film come “Il testimone dello sposo” di Pupi Avati ad esempio, e’ stato un momento incredibile per me a livello qualitativo. Un bellissimo film, con tanto di menzione speciale al Golden Globe, davvero un’opera importante. Ma anche film piu’ “leggeri” come “Viaggi di nozze” di Verdone, mi hanno aiutata a crescere e sono state esperienze fondamentali”.

Come hai conosciuto Verdone?

“Facendo un classico provino! Non ho una famiglia che viene dal cinema, non ho conoscenze particolari nel settore e quindi ogni volta mi metto in gioco come una debuttante. Si sono costruiti dei rapporti, partendo sempre prima dal lavoro e poi magari instaurando rapporti umani oltre che professionali, che ti permettono di fare altri incontri e cosi’ via. E’ un mestiere fatto di incontri che possono rivelarsi importanti come nel caso di Verdone e Avati, col quale ho girato anche “La via degli angeli”…”.

Di “Simpatici e antipatici” di Christian de Sica, cosa ricordi?

“Io non rinnego mai nulla di cio’ che ho fatto e quindi neanche questo film. Ricordo che ero sul set di Avati e arrivai di corsa anche su quello di Christian perche’ serviva il mio ruolo, onestamente non e’ uno dei film di cui vada piu’ orgogliosa, pero’ con De Sica mi sono trovata benissimo. Ho pagato un prezzo molto caro, non insistendo esclusivamente sulla natura comico/grottesca, il caberet paga molto bene!! (ride). Ma mi sento una attrice capace di dare il massimo anche nelle cose drammatiche e quindi preferisco selezionare con attenzione i copioni”.

Il film di De Sica aveva un cast nutritissimo…

“Si ma io, esattamente come il mio personaggio nel film, quando si riunivano gli amici mi facevo da parte! (ride) Quindi non ho avuto molte scene corali. Non era facile gestire tanti attori e io che sono di natura timida, preferivo stare in disparte”.

In quel film c’era anche Piero Natoli, scomparso lo scorso anno….

“Piero lo conoscevo da tempo, era un bravissimo attore, uno strano “giullare” di Roma, molto mondano a differenza mia! Conosco bene la figlia Carlotta, e ci stimiamo, Piero aveva una grande ingenuita’ di fondo ed era molto sensibile, cose che spesso non conciliano con il mestiere di attore”.

Cosa pensi dell’invasione delle fiction a scapito del cinema?

“La fiction e’ una soluzione di continuita’, ma per quello che mi riguarda vorrei piu’ coraggio da parte dei registi: spesso ci si lega ad un personaggio e ti chiedono sempre lo stesso ruolo. La televisione ha i suoi pericoli, con la velocita’ di realizzazione si curano poco i personaggi. Le fiction vengono scritte per un pubblico di massa, e per forza di cose sono conservatrici perche’ non si puo’ rischiare con cose sperimentali. E’ un bel problema, io ho scelto di fare la “protagonista di puntata” cosi’ da non legarmi a fiction-fiume! E’ successo cosi’ per “Don Matteo”, “Sei forte maestro”, “Le ragioni del cuore” e per una nuova serie con Fabio de Luigi, Neri Marcore’ ed Emilio Solfrizzi. La zona piu’ autonoma resta il Teatro, e la prossima stagione saro’ al Parioli con Paola Tiziana Cruciani, e poi ho fatto “Rumors” al Teatro Vittoria, oltre che “Benzina” con Daniele Falleri. Insomma un colpo al cerchio e uno alla botte!”.

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