Stagioni di vita di Maria Lucia de Pinto

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Dall’Autunno della malattia all’Estate della speranza.

Un libro intenso, vero ed educativo come pochissimi altri. Un’analisi profonda di una doppia condizione, quella di una donna medico-primario di radiologia che svolge la sua normale attività in diversi ospedali, ma che d’un tratto scopre di essere afflitta da una rara e grave malattia che la costringerà in carrozzina. Due percorsi di vita, drammaticamente interlacciati, che ci vengono raccontati in prima persona, con minuzia di particolari e senza lasciare nulla all’immaginazione, proprio dalla protagonista di questa duplice vicenda, la Dott.ssa Maria Lucia de Pinto. Che sin dalle prime pagine del libro, senza mai piangersi addosso, affronta a viso aperto ogni avversità, non lesinando critiche nemmeno nei confronti di qualche collega poco etico, reagendo alla malattia con grandissimo carattere, nonostante le indicibili sofferenze che il suo corpo e la sua psiche sono costrette a sopportare. Per cui, Stagioni di vita (Città Aperta Edizioni), con grande semplicità e chiarezza, pian piano si disvela come una sorta di diario. Ma un diario aperto a tutti, perché il mondo esterno possa comprendere il labile confine tra sanità e malattia e quanto tutti noi abbiamo da imparare dall’una e dall’altra condizione, non dimenticando che entrambe le situazioni esigono da parte nostra la stessa dose di rispetto. D’altro canto, prima e meglio di me, il Dott. Mario Falconi (Presidente dell’Ordine provinciale di Roma dei medici-chirurghi e degli odontoiatri) ha espresso in modo illuminante il valore di questo libro, scrivendone una sentita prefazione. Della quale mi piace riportare il passo finale, in cui il Dott. Falconi scrive: “Se nelle facoltà di medicina italiane, oltre ai tradizionali insegnamenti, si potessero far circolare testi come quello scritto dalla collega Maria Lucia, ritengo fermamente che avremmo tutti maggiori possibilità e capacità di aiutare quelle persone, in condizioni di fragilità, che hanno bisogno innanzitutto di quella parola magica che si chiama solidarietà”. Una summa perfetta, alla quale desidero aggiungere solo che il libro in questione, a mio parere, dovrebbe essere letto e meditato più da persone sane che da persone ammalate. In quanto le seconde, molto spesso, hanno già in sè le risposte sulla loro condizione, mentre tra le prime è avvertibile una certa riluttanza ad interessarsi di problemi considerati altrui. Un’indifferenza che, alla lunga, può portare dritta dritta allo scadimento dei rapporti umani e a quei disvalori che molte volte rimproveriamo alle nuove generazioni, come se gli adulti alle loro spalle non ne fossero i principali artefici e responsabili.

Curiosità

L’autrice e Dott.ssa Maria Lucia de Pinto, dal 1978, si è dedicata alla raccolta di materiale sanitario destinato ai campi profughi cambogiani.

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