Andrea Camilleri, il papà di Montalbano ci ha lasciati

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Andrea Camilleri è morto all’età di 93 anni all’ospedale Santo Spirito di Roma.

Lo scrittore siciliano aveva subito un arresto cardiaco nella mattinata del 17 giugno 2019. In seguito alla rianimazione, l’equipe medica del professor Ricci lo aveva trasferito in terapia intensiva cardiologica, riscontrando gravi danni neurologici. Lo scrittore era anche affetto da diabete, aveva problemi alla vista e una ventina di giorni prima dell’arresto cardiaco, a causa di una caduta, aveva riportato la frattura del femore.

Nei giorni precedenti al decesso il romanziere siciliano stava preparando la sua prova da attore nel monologo Autodifesa di Caino, di cui era anche autore. Lo spettacolo sarebbe dovuto andare in scena sul palco delle Terme di Caracalla, a Roma, il 15 luglio 2019.

Il 93enne regista, drammaturgo e docente all’Accademia d’Arte drammatica Silvio D’Amico aveva recentemente parlato della morte in una intervista concessa a Circo Massimo in onda sull’emittente Radio Capital: “Non ho paura di niente, neanche della morte. Non ho rimpianti. Ho avuto una vita fortunata. Il ricordo più bello? Non ha dubbi: “Il giorno in cui mi sono sposato. Fu il giorno più allegro della mia vita, con incidenti incredibili”.

Ecco alcune curiosità che forse non conoscevate sul celebre drammaturgo siciliano:

È nato il 6 dicembre del 1925 a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento.

La sua formazione scolastica è maturata al Liceo Classico Empedocle di Agrigento, nel mezzo però ha avuto una esperienza in un collegio vescovile da cui è stato espulso per aver lanciato delle uova contro il crocifisso.

Ottiene la Maturità senza fare esami a causa dei bombardamenti e in previsione dell’imminente sbarco in Sicilia delle forze alleate. Le autorità scolastiche decisero di chiudere le scuole e di considerare valido il secondo scrutinio trimestrale. In questo periodo si sposta grazie ai carri militari lungo tutto il territorio siciliano. Si ferma a Enna, città simbolo del suo crescente interesse per la letteratura. Nel 1942 inizia a lavorare come regista e sceneggiatore per la RAI e nel 1947 vince il Premio Firenze con alcune sue poesie.

Il rapporto con la televisione di Stato è controverso, vince un concorso per funzionari, ma non viene assunto perché ritenuto comunista.

La vita privata

C’è solo una donna nella sua vita: Rosetta Dello Siesto. I due si sono sposati nel 1957, hanno avuto tre figli e quattro nipoti.

Il ritorno in RAI

A metà anni 50 la tv di Stato lo riaccoglie e qui sviluppa il suo interesse per la regina, le sceneggiature e le produzioni televisive.

a scrittura

L’esordio da scrittore arriva nel 1978 con Il corso delle cose. È però a inizio anni 90 che esplode il fenomeno Montalbano, nel 1992 pubblica La forma dell’acqua, si tratta del primissimo episodio del commissario che troverà nuova linfa vitale anche sul piccolo schermo grazie a Luca Zingaretti e Michele Riondino.

l dialetto siciliano

Molte sue opere sono caratterizzate dall’uso misto dell’italiano e siciliano.

L’impegno politico

L’epoca Berlusconi lo ha visto indossare i panni di fervente oppositore del Cavaliere. Prova a entrare anche ufficialmente in politica con il Partito dei Senza Partito insieme a Antonio Di Pietro e Paolo Flores d’Arcais, ma i tre non riescono a trovare un accordo per formalizzare il tutto. Successivamente sarà anche tra gli oppositori della rielezione a Presidente della Repubblica di Sergio Napolitano e del governo Letta.

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